BRUTO SECONDO
416
Qual gioia allor, quanta dolcezza, e quantoOrgoglio avrò d’esserti figlio!...
CESARE
Il sei,
Qual eh’ io mi sia: nè mai contro al tuo padreVolger li puoi, senza esser empio...
BRUTO
Ho nome
Bruto; ed a me, sublime madre è Roma. —Deh! non sforzarmi a reputar mio veroGenitor solo quel romano Bruto,
Che a Roma e vita e libertà, col sangueDe’proprj suoi svenati figli, dava.
SCEMA III»
CESARE
Oh me infelice!...E fia pur ver, che il soloFigliuol mio da me vinto or non si dica,Mentr’ io pur lutto il vinto mondo affreno?
ATTO QUARTO
SCENA I.
CASSIO, CIMBRO
CIMBRO
Quanl’io li dico, è certo; uscir fu vistoBruto or dianzi di qui; turbato in volto,Pregni di pianto gli occhi, ei si avviavaVèr le sue case. Oh ! potrebbe egli maiCangiarsi?...
CASSIO
Ah! no. Bruto ama Roma, ed amaLa gloria, e il retto. A noi verrà tra breve,Come il promise. In lui, più che in me stessoCredo, e m’affido. Ogni suo detto, ed opra,D’alto cor nasce; ei della patria solaL’ulil pondera, e vede.
CIMBRO
Eccolo appunto.
CASSIO
Non tei diss’ io?
SCENA II.
BRUTO, CASSIO, CIMBRO
BRUTO
Che fia? voi soli trovo?
CASSIO
E siam noi pochi, ove tu a noi ti aggiungi?
BRUTO
Tullio manca...
CIMBRO
Noi sai? precipitoso
Ei con molti altri senatori uscivaDi Roma or dianzi.
CASSIO
Il gel degli anni in luiL’ardir suo prisco, e la virtude agghiaccia...
BRUTO
Ma non T estingue. Ah ! niun Romano ardiscaIl gran Tullio spregiar. Per esso io ’l giuro,Che a miglior uopo, a prò di Roma, ei serbaE libertade e vita.
CASSIO
Oh noi felici!
Noi certi àlmen, siam certi, o di venirneA onorata laudevole vecchiezza,
Liberi; o certi, di perir con Roma,
Nel fior degli anni.
BRUTO
Ah! si; felici voi!...
Noi sono io, no; cui riman scelta orrenda,
Fra il morir snaturato, o il viver servo.
CASSIO
Che dir vuoi tu?
CIMBRO
Dal favellar tuo lungoCol dittator, che ne traesti?
BRUTO
Io?... nulla
Per Roma; orrore e dolor smisuratoPer me; slupor per voi, misto fora’ancoDi un giusto sprezzo.
CIMBRO
E per chi mai?
BRUTO
Per Brut 0,
CIMBRO
Spregiarti noi?
CASSIO
Tu, che di Roma sei,