PREFAZIONE DELL’ AUTORE
A vendo io imposto un nome straordinarioa questa mia teatral produzione ( qual ch’ellasiasi ), mi trovo costretto a dar brevemente ra-gione di essa, dichiarandone il titolo.
Tramelogedia, voce, che il tempo giudi-cherà poi se barbara debba riputarsi o Italiana,mi parve la più adattata parola per caratte-rizzare quest’ opera, della quale mi riusciràforse più facile il dire quello eh’essa non è,che di appurare quel eh’ ella sia.
Tragedia non è; poich’ella pecca controvarie delle principali regole di un tal genere;e si prevale di mezzi che la sana Tragedia nonpuò nè deve assolutamente ammettere.
Commedia non è; poiché l’azione imitaPersonaggi per la loro antichità ragguardevo-lissimi; le peripezie ne sono dolorose: la cata-strofe, tragica quanto nessun’ altra mai. Ebenché colla Pastorale sembri avere alcunaanalogia, perla semplicità dei soggetti; pure,e Ha se ne scosta affatto nella condotta com-plicatissima e mista di molto mirabile, e nei•bezzi di progredire, e nello scioglimento dellafavola.
Dramma non è ( intendendo questa parolabel senso adottato dal presente secolo); poichése del Dramma musicale parliamo, questacomposizione mia sì per l’unità d’azione ri-gorosissima, sì per avere circa i due terzi delles He scene scritte e recitate a Tragedia, non losomiglia per nulla: se poi del Dramma (cioètragedia urbana) parliamo, essa lo somigliaa bcor meno; trattandosi, come ho dianzi os-servatoci personaggi eccelsi, e prevalendosiessa continuamente del mirabile e del sopran-baturale.
Tragi-commedia non è; perchè quella parteche in essa non è tragica, non è perciò comicain nessuna maniera.
Nò, finalmente, da chi sa di quest’arte sipotrà dire che il presente poema somigli allaGreca Tragedia, nella quale la melodia deiCori vi si trova frammista in maniera da farlagiustamente chiamare Melo-tragedia; titolo,che per essere sano e ragionevole, mal si con-verrebbe alla mia, che tutta è sragionevoleforse, e stravagante per certo. Nella TragediaGreca vi ha anche alcun luogo il mirabile; macon unità stretta di luogo, e di tempo, e diazione: i Cori vi sonò cantati da personagginon fantastici, i quali poi anche recitano inversi giambi, e dialogizzano coi personaggieroici, e sono di continuo innestati in ogniatto di essa. Al contrario in questa mia i per-sonaggi cantanti e fantastici rimangono quasitotalmente separali dai tragici, e benché tuttedue queste specie diverse operino per lo stessofine, elle operano per lo più ciascuna da sé ;nel modo appunto, in cui ne’poemi epici lemacchine celesti concertano separatamente fraloro quelle operazioni soprannaturali,che poiinfluiranno per mezzi straordinarj su le azionidegli eroi.
Opera-tragedia sarebbe dunque il vocaboloche più esattamente verrebbe a definire unaTragedia, mista di melodìa e di mirabile, qualè questa. Io perciò, volendole dar un titolo ,che dignitosamente spiegasse la cosa, ho in-tarsiata la parola melo nella parola tragedia,in maniera ch’ella non ne guastasse la termi-nazione, non badando alla radice del nome.Che se badalo ci avessi, non avrei certamente