Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
430
JPEG-Download
 

430 PREFAZIONE

zioni, come molto spettacolosa, piacerà facil-mente al volgo; come nuova, ed in parte anchefalsa, piacerà pure ai tanti amatori del nuovoe del falso. La tramelogedia, oltre ciò, avràgran bisogno della protezione dei principi edei governi, o sia dei potenti e dei ricchi; per-chè ella non potrà mai essere bene eseguita inteatro, ed ottenere il suo pieno effetto, senzaun’enorme spesa nei vestiarj, decorazioni, esoggetti. Questa sua natia dipendenza, di cuiella è degna, e che tanto meno me la rendegradita, parrebbe dover essere un grand’osta-colo al di lei esito: ma quella stessa ragionepotrebbe anche operare il di lei innalzamento.Un qualche matrimonio di principi, una coro-nazione, una pace gloriosa, o qual altra disimili feste, potrebbe forse prestar l’occasionedi tentare per amor di novità la rappresenta-zione d’una tramelogedia con la necessaria suapompa. Ed in sì fatta occorrenza, la borsa delprincipe potrà, non in tutto, ma in parte sup-plire al poco ingegno ed al poco giudizio degliautori, ove tali pur fossero; stante che, ancheuna mediocrissima composizione, coll’aiutomagico del maestro di cappella, dei cantanti,ballerini, attori, scene e vestiario, verrà purea dilettare moltissimo il volgo. E questa è al-tresì l’una delle principali ragioni per cui io

DELL’AUTORE

stesso, piuttosto padrigno che padre, giudicola tramelogedia di gran lunga inferiore allavera tragedia; poiché questa, col solo mezzodi cinque o sei personaggi che intendano esappiano l’arte loro, soggiogherà e l’intellettoed il cuore degli ascoltanti, senza che v’entriper nulla il veicolo degli altri sensi, e senzail superfluo apparato pomposo.

Finisco, augurando all’Italia, ch’ella ab-bia una volta ( se non per mio mezzo, perquello di qualunque altro autore ) un veroteatro, in cui si assegni a ciascun’ arte il suodebito luogo; e che l’Opera, confinata dentroai naturali suoi limiti di argomenti favolosi,scherzosi e amorosi, non si usurpi più lun-gamente il primato su la divina tragedia.Troppo è diverso il frutto di questi due spet-tacoli, perchè mai una sana Nazione li lascitra essi gareggiare del pari: l’Opera gli animisnerva e degrada; la tragedia gl’innalza, in-grandisce, e corrobora. Possa dunque la tra-melogedia preparare in parte questo necessarioe prezioso cangiamento, per cui gl’ Italianidalla loro effeminatissima Opera alla virile tra-gedia salendo, dalla nullità loro politica alladignità di vera Nazione a un tempo stesso s’in-nalzino.