Buch 
Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
Entstehung
Seite
442
JPEG-Download
 

hk 2

ABELE

Nube là, tutta negra, fuor che il lembo,Ch’eli’ha come di sangue? una simileNe vidi io già, ma non terribil tanto,

Nel di, nell’ora che assalirmi venneQuel maladetto ingannator serpente.

Ahi noi miseri ! oimè ! qualche gran dannoOr ci sovrasta.

ABELE

Oh ! spaventali or dunqueSiete pur voi dal sogno mio? Siam luttiIn tanta angoscia, e il fratei ci abbandona?Volo in traccia di lui. Deh, v’indugiateA porger preghi a Dio, finché con essoIo qui tornalo, riuniti tuttiCompier possiamo il dover sacro. Io tostoLo troverò: certo, è nel campo; e forseDi qualche aiuto or gli fa d’ uopo. Un qualcheTetro sogno lui forse anco slrappavaDall’ inquieto strato.

ADAMO

Chi sa 1 forse

Eli' è così. Ma sia che vuol, ben parli,Figliuol mio; non conviensi al dì dar ca[ o,Senza aver lutti, riuniti, ad unaVoce invocalo Iddio. Va corri, e torna.

ÈVA

Solo un istante, o figlio; eh’ io t’ abbracciPria ben bene. Or va pure, e presto prestoCol fralel torna: e digli che noi stiamoIn un modale atfanno per lui solo.

Sii sollecito, sai(l)?— Deh, come ratio !...Par ch’ali snelle al lieve piede impenni.

SCEMA V.

ADAMO, ÈVA, poi LA VOCE D’IDDIO

ADAMO

Oimè! mal femmo, di lasciar solettoAndarne il garzoncello.

ÈVA

Ah! si....

ADAMO

Ma come

Or ci penso io soltanto? Richiamarlo...

Ma, lungi è troppo. E s’io il seguissi?... Oh cieloTe lascerei... Ma donde in noi si feraPerturbazione insolita?

ÈVA

Seguìamlo

Piuttosto entrambi.

ADAMO

E che saria, se posciaPer allra via fors’ essi desser volta,

E noi qui non trovassero? nè loroRitrovassimo noi? tu’l vedi; a doppia

(1) AH uscir di A]tele sparisce la nube, dentro la quale Lu-tiferò slava.

Angoscia ci esporremmo. In Dio frattantoSperiamo: in breve...

ÈVA

Ah ! eh’ io nel cor mi senioInspiegabili moti; smisurataMalinconia mi opprime: il pianto, or dianziNell’abbracciar Abele, mi s’aprivaStrada per gli occhi a forza: parea quasi,Ch’io l’abbracciassi per l’ultima volta.

E il terribil suo sognoI... oh Dio! se mai,

Dio permettente, una tal fiera... Oh! quanto,Quanto mal festi di non ir tu stessoOr di Caino in traccia!

ADAMO

Amala donna,

Acqueta or l’alma un poco: ecco, più forteGià già mi sento in me. Dal fianco parmiChe un non so qual gravoso alilo tetroMi si togliesse: il cor più non mi stringeQuel rio fetore incognito; la mentePiù non mi offusca. Errai, certo 1 1 2 3 , e non poco,Nell’inviar cosi soletto Abele:

Io, di Caino in traccia, irne sol ioDovea; deh! come smemoralo io tantoEra in tal punto? AI mio gridar, mi avriaCaino udito, anco varcato ei fosseOltre la selva. Oh Dio! ma che far debbo?Irne? le lascio; attenderli? fors’essiNon riedono. Atterriamci, Èva diletta ,

Al Creatore: i preghi tuoi tu mesciTacitamente ai miei ; finché dall’ alloL’aiutatrice sua sonante voceSenno ci arrechi.

ÈVA

A lui, si, prosterniamoci.

AnAMO (1)

Padre e Signor, salvezza nostra e luce;

Tutto sai, lutto vedi,

Nè cosa avvien che il tuo voler non sia:

Se dunque falsa or credi

La cagion che lai tenebre ne adduce,

Un soffio tuo la sforzi a sparir via :

Ma, se infortunio vero a noi traluce,

Sommo Faltor, concedi,

Non di sollrarcen, che ogni mal merliamo,

Ma di saper noi pria

Per qual di noi più paventar dobbiamo.

LA VOCE d’ IDDIO (2)

Sorgi, Adamo. Non sono a me i tuoi preghiDiscari, no: ma irrevocabil leggeVuol che al deslin ti pieghi,

Che i casi vostri imperioso regge (3).

CORO d’ angeli invisibili

Adamo, un uom tu sei:

Cede al destino ogni creala cosa:

(1) Qui pure, previa una ljreve armonia istrumentale, A<l anlintuoneiu questa preghiera con cantilena lirica.

(2) Precedono lampi e tuoni.

(3) Lampi e tuoni.