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Tragedie e vita di Vittorio Alfieri : volume unico preceduto da un ragionamento storico-critico / del Prof. Silvestro Centofanti
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ATTO

SCENA V.

AUGUSTO, SETTIMIO, CLEOPATRA,ISMENE, ANTONIO, DIOMEDE

AUGUSTO

M’ingannò la regina, o fu ingannata.

ANTONIO

Vieni, orgoglioso yincilor superbo,

Del tao valor vieni a raccorre il frutto,

Chè il trionfo di te soltanto è degno.

Io non vivrò, se non che brevi istanti,

E quanto basti ad ostentare al mondo,

E il cuor d’Antonio, e la viltà d’Augusto.Sorte, a virtude in questo di ribella,

Ti diè vittoria, è ver, ma non ti diedeL’alma romana, a sostenerne il merto.

Le vicende dell’armi, a me funeste,

T’han posto in alto dell’ instabil rota,

E là li mostri generoso e pio,

Qual benefico Nume al volgo ignaro,

Ch’ ai tiranni felici arride ognora...

Men parzial della sorte, e più propizia,

Qual sia l’eroe di noi, morte lo dica.

Tu l’apprestavi a me, bassa, ed infame;

Or per ultimo dono, il Ciel più grato,

Libera, invitta me 1’ accorda, e degna.

Non mi spaventa, no, l’orrida morte;

La vidi spesso, e non rivolsi il ciglio;

L’ alma avvezzai a disprezzarla ognora;

Fuggi da me, nè mai fuggir mi vide,

Ed or l’affronto. Oh dolce morte 1 o cara !Qualor mi togli a reo servaggio indegno,

Non sei tu d’ogni bene il primo, e il solo?Qualor degli avi non oscuri i fasti,

E la d’ eroi feconda inclita terra,

* Che mi fu patria, e a me non sarà tomba,

Non cancelli ogni error commesso in vita?

Ah si; tu rendi a chi li sprezza, ed ama,

La smarrita virtude , e il prisco onore...

Onor... virtù... gloria, valor, che siete?...

Ombre fallaci, che fra noi mortaliCreò l’orgoglio: v’aggirate in vanoA morte intorno, ch’ogni vel strappando,

Tutte in bando vi pon, v’annienta, e strugge... jFuggi, fuggi, o regina, all’aspro orrore |

QUINTO 497

D’un trionfo peggior d’ogni aspra morte.Perchè morir soltanto è a noi concesso?

Io ti darei più della vita ancora...

Augusto, a te resti pur l’Orbe intero;

Poiché a regnar, pur troppo, io non t’ appresi;Se al par di me, sei sventurato un giorno,

Al par d’Antonio, a morir forte impara... ( 1 )

DIOMEDE

Prode guerrieri invido il Ciel ti furaA questa ingrata terra (2).

AUGUSTO

A viva forza

Se non vagliono i preghi, ornai si traggaLa regina da questi...

CLEOPATRA

Arresta, o barbaro;

Tu mi vuoi al tuo carro avvinta in Roma?

Ma nell’orror, nel sangue, e nella morteSi, lascia almen, che gli occhi miei compiaccia;Ch’io vi smarrisca i sensi, e ne ritraggaFuror novello... a castigare gli empjPoi eh’ è si lento il Cielo, e eh’ io non possoTrapassare il tuo sen; trapasso il mio (3).

AUGUSTO

Cleopatra... oh cielo...

CLEOPATRA

Ero di vita... indegna...Ma, se funeste esser ti ponno un giornoLe imprecazion da reo furor dettate ;

L’orror, gli inganni, e i tradimenti ognoraTi sieguan fidi, e in fin ti sia concessaLa dovuta ai tiranni orrida morte...

Furie... Infernali Furie... a me venite?...

Io già vi sieguo... ahi... con viperea faceTu rischiarar mi vuoi, Discordia nera:

Donala a me... nel mio morir potessi,Incendiare almen, struggere il mondo...

Gridi vendetta, Antonio?... e questo è sangue...Ma è sangue infido... orror... eccidio... morte... (4)

AUGUSTO

Partiam, Romani; in questa iniqua terra,

Tutto ispira il terror, il Ciel n’ è impuro,

L’ aer per fin n’ è d’ ogni vizio infetto.

(|) Si uccide.

(2) Si ritira Antonio in scena.

(3) Si ferisce.

(4j Muore.

Alfieri

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