ATTO
SCENA V.
AUGUSTO, SETTIMIO, CLEOPATRA,ISMENE, ANTONIO, DIOMEDE
AUGUSTO
M’ingannò la regina, o fu ingannata.
ANTONIO
Vieni, orgoglioso yincilor superbo,
Del tao valor vieni a raccorre il frutto,
Chè il trionfo di te soltanto è degno.
Io non vivrò, se non che brevi istanti,
E quanto basti ad ostentare al mondo,
E il cuor d’Antonio, e la viltà d’Augusto.Sorte, a virtude in questo di ribella,
Ti diè vittoria, è ver, ma non ti diedeL’alma romana, a sostenerne il merto.
Le vicende dell’armi, a me funeste,
T’han posto in alto dell’ instabil rota,
E là li mostri generoso e pio,
Qual benefico Nume al volgo ignaro,
Ch’ ai tiranni felici arride ognora...
Men parzial della sorte, e più propizia,
Qual sia l’eroe di noi, morte lo dica.
Tu l’apprestavi a me, bassa, ed infame;
Or per ultimo dono, il Ciel più grato,
Libera, invitta me 1’ accorda, e degna.
Non mi spaventa, no, l’orrida morte;
La vidi spesso, e non rivolsi il ciglio;
L’ alma avvezzai a disprezzarla ognora;
Fuggi da me, nè mai fuggir mi vide,
Ed or l’affronto. Oh dolce morte 1 o cara !Qualor mi togli a reo servaggio indegno,
Non sei tu d’ogni bene il primo, e il solo?Qualor degli avi non oscuri i fasti,
E la d’ eroi feconda inclita terra,
* Che mi fu patria, e a me non sarà tomba,
Non cancelli ogni error commesso in vita?
Ah si; tu rendi a chi li sprezza, ed ama,
La smarrita virtude , e il prisco onore...
Onor... virtù... gloria, valor, che siete?...
Ombre fallaci, che fra noi mortaliCreò l’orgoglio: v’aggirate in vanoA morte intorno, ch’ogni vel strappando,
Tutte in bando vi pon, v’annienta, e strugge... jFuggi, fuggi, o regina, all’aspro orrore |
QUINTO 497
D’un trionfo peggior d’ogni aspra morte.Perchè morir soltanto è a noi concesso?
Io ti darei più della vita ancora...
Augusto, a te resti pur l’Orbe intero;
Poiché a regnar, pur troppo, io non t’ appresi;Se al par di me, sei sventurato un giorno,
Al par d’Antonio, a morir forte impara... ( 1 )
DIOMEDE
Prode guerrieri invido il Ciel ti furaA questa ingrata terra (2).
AUGUSTO
A viva forza
Se non vagliono i preghi, ornai si traggaLa regina da questi...
CLEOPATRA
Arresta, o barbaro;
Tu mi vuoi al tuo carro avvinta in Roma?
Ma nell’orror, nel sangue, e nella morteSi, lascia almen, che gli occhi miei compiaccia;Ch’io vi smarrisca i sensi, e ne ritraggaFuror novello... a castigare gli empjPoi eh’ è si lento il Cielo, e eh’ io non possoTrapassare il tuo sen; trapasso il mio (3).
AUGUSTO
Cleopatra... oh cielo...
CLEOPATRA
Ero di vita... indegna...Ma, se funeste esser ti ponno un giornoLe imprecazion da reo furor dettate ;
L’orror, gli inganni, e i tradimenti ognoraTi sieguan fidi, e in fin ti sia concessaLa dovuta ai tiranni orrida morte...
Furie... Infernali Furie... a me venite?...
Io già vi sieguo... ahi... con viperea faceTu rischiarar mi vuoi, Discordia nera:
Donala a me... nel mio morir potessi,Incendiare almen, struggere il mondo...
Gridi vendetta, Antonio?... e questo è sangue...Ma è sangue infido... orror... eccidio... morte... (4)
AUGUSTO
Partiam, Romani; in questa iniqua terra,
Tutto ispira il terror, il Ciel n’ è impuro,
L’ aer per fin n’ è d’ ogni vizio infetto.
(|) Si uccide.
(2) Si ritira Antonio in scena.
(3) Si ferisce.
(4j Muore.
Alfieri
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