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VITA DI VITTORIO ALFIERI
quanto da circa sei e più anni io non avevamai più scritto una parola italiana, pochissimoe assai di rado e con lunghissime interruzionine avea letto- Eppure così in un subito, nèsaprei dire nè come nè perchè, mi accinsi astendere quelle scene in lingua italiana ed inversi. Ma, affinchè il lettore possa giudicar dase stesso della scarsezza del mio patrimoniopoetico in quel tempo, trascriverò qui in fondodi pagina a guisa di nota un bastante squarciodi codesta composizione, e fedelissimamente
CLEOPATRA PRIMA
ABBOZZACCtO
SCEMA PRIMA
LACHESI, PHOTINO
PHOTINO
Della mesla regina i strazi e TonteChi nato è in riva al Nilo ornai non puoteDi più soffrir, alla vendetta pronteForati l’egizie genti ove il consiglioDestar potesse un neghittoso coreChe alla vendetta non pospone amore :LACHESI
Sconsigliata a te par l’alma regina,
Son questi i sensi audaci e generosiDel tuo superbo cuor, ma più pietosiGira ver ella i lumi, e allora in piantoForse sciogliendo i delti giusti e amariVedrai che pria l'u donna e poi regina,Vedrai
imo tino
T’accheta, non fu doglia pariA quella che mi strugge, e mi consuma,De’Tolomei, l’illustre ceppo ha fine,
Con lor rovina il sventurato Egitto,
Benché di corte all’ aura infida natoNome non è per me finto, o sognaloQuel bel di patria nome, che nel petto,Invan mi avvampa, qual divino fuoco:
Ma de’stati la sorte allor che pendeDa nn sol, quell’un tutti infelici rende.LACnESI
Inalili riflessi: ora fra’mali
Sol lia d’ uopo il minor, possenti Dei,
Voi che de’miseri mortali (1)
Reggete colassù le vite , e i fatiAh pria di me, so Tire vostre io bastoTutte a placar, il pronto morir sia,
La vittima (2J
Dell’ infelice Antonio il rio destino.
Dove mai, Ma che vedo, ecco s’avanzaCleopatra, turbata
(1) Verso fresino.
(2) Verso abortive.
lo trascriverò dall’originale che tultavia con-servo, con tutti gli spropositi per fino di orto-grafia con cui fu scritto: e spero che, se nonaltro, questi versi potranno far ridere chi vorràdar loro un’occhiata, come vanno facendo ri-dere me nell’atto del trascriverli; e principal-mente la scena fra Cleopatra e Fotino. Aggiun-gerò una particolarità, ed è, che nessun’altraragione in quel primo istante eh’ io cominciaia imbrattar que’fogli mi indusse a far parlareCleopatra piuttosto che Berenice, o Zenobia,
SCENA SECONDA
CLEOPATRA, PHOTINO, LACHESI
CLEOPATRA
Amici ah se albergate ancor pietade,
Nel vostro sen, se fidi non sdegnate,
Voi eh’alle glorie mie parte già aveste,
Esser a mie sciagure anco compagni,
Deh non v’incresca il gir per mare (1)
Per monti, o piani, o selve meco in tracciaDi chi più della vita ognor io preggio.
L’incauto piè dal vacillante trono
Rimosse amor, il vincitor già veggio
Alla foce approdar sull’orme audaci
D’un’ ingiusta fortuna , a morte pria
Amor mi meni che a scorno o ad onta ria (2).
Questi, lo so, son d’infelice amante
Non d'altiera regina, i sensi, e l’opre
Forse m’ han scelto i Dei per crudo esempio,
Per far veder alla più rozza gente
Che talor chi li regge, indegno, ed empio
Fanne, per vii passion , barbaro scempio.
PHOTINO
Signora il tuo patir, non che a pietadeMa ad insania trarria uomini e fere,
E qual fra i poli adamantino core (3)Resisterebbe a’ tuoi aspri lamenti (4),
Il fallo emendi, in confessarlo, e forseTn se’la prima Traili Rè superbi,
Che pieghi alla ragion T altera fronte ,
Alla ragione a’vostri pari ignota0 non ben dalla forza ancor distinta,
Sozza non fu la lingua mia giammaiDal basso stil d’adulatori iniqui (5),
Il ver li dissi ognor, regina, il sai,
E tei dirò finché di vita il filoLasso, terrammi al tuo destino avvinto;
Cieco amor, vana gloria, al fin t’han spintoa duro passo, e non si torce il piede,altro scampo Pholino oggi non vedeFuorché nel braccio e nell’ardir d’Antonio,
Di lui si cerchi, a rintracciarlo volo
(1) O terra: rimasto nella penna.
(2) Verso lunghetto. Un dotto lo intitolerebbe, upereataleeti^'
(3) Nota quel Fra i poli , che è squisita espressione.
(4) Almeno il punto interrogativo ci fosse stato.
(5) Lo scrittore era nemico giurato del punto fermo.