Farle II. Capo IIL 193
pertanto trascendono la nostra capacità, e sembrano im-possibili a verificarsi alla nostra fantasia , sono attissimi %convincer la mente nostra della verità degPi ncom pren-sibili Mister) della Fede , e farla umiliare a’ dettami ,che a credere ci propone la S.Chiesa.
Vili. E qui per corroborare una sì bella riflessione,fatta dal dottissimo Antagonista , e molto coerente ap-punto alla dottrina, che io stesso ho proposta , e che quidebbo difendere , mi piace d’osservare , ch’ella è moltoantica , ed universalmente abbracciata da’ Gentili , da-gli Ebrei, e da’ Cristiani Filosofi . Imperocché ( comeho accennato nello stesso Scolio , di cui qui si tratta) aldire di Erodo , Dispone la Matematica le nostre idee adapprendere le cose Teologi che , imperocché quelle Verità ap-partenenti alla cognizione de ’ Divini Mifierj , che ags in-fermi intelletti sembrano ardue , e difficili ad intendersi ,diventano piane , e credibili , anzi manifeste , e certe permezzo delle ragioni Matematiche ; e però tutta la Teolo-gia de’Pittagonci y e di Platone , e di Filolao con simiglian-ti immagini adombrava la scienza delle cose sacre ; ond’èyche Alcinoo asiertsce essere la considerazione delle cose Ma-tematiche , come un preludio alla contemplazione delle Divi-ne (io). Di più, un certo antico Rabbino, per nomeMosé Egizziaco , riferito sì dal Cardano nel libro 16.De Subtihtate , e sì da Francesco Barrocci neli'Opuscolointitolato Admirandum illud Geometrtcum Problema , ecementato dal Rabbino Samton , e da un’ altro j MoséNarbonese , appunto con Io stesso esempio degli Asin-toti d’ Apollonio , si serve a provare la medesima osser-vazione del Sig. M., dicendo appunto così : Senti ancoraquanto giovato ci abbiano le Matematiche Scienze , e quan-to gran bene sia quello , che dalle medesime per mezzo de'loro principi , ci viene insegnato . Sappi , che alcune cose cisono , le quali considerate colf immaginazione non si appren-dono , ma riesce impossìbile il volerle imprimere nella fan-tasia , quanto è impossibile Vunione di due contrarj : posciacon In 'dimostrazione si viene a verificare V esistenza ap-pi b punto
io tîjm M.uhematiMruM consderatio prtludium quoddam ‘fi ad Dì .vinorum «mtcmphtiioti&m.) Alcinous dedoctr. Platonis cap.7.