22(5 Risposta Apologetica.
essere afbujo tutte le cose del medesimo colore, anzi diniun colore , perché ogni colore dipende dal lume : òpure che indipendentemente dalP animale , e da' suoisensi, non v’è realmente negli oggetti qualità sensibile:cioè, che la neve non è bianca, il fuoco non è caldo,il Sole non è lucido, il miele non è dolce : non v’ è suo-no alcuno per Paria, non v’è umidità nell’acqua, nonv’è odore ne’ profumi éc. E pure non desistono dal filo-sofare a lor modo, dispregiando chi si beffa della lorodottrina, insegna ancor Diofanto, e con esso tutti gliAlgebristi antichi, e moderni, senza eccettuarne pur uno,che il manco di nulla moltiplicato per manco di nulla faqualche cosa di positivo : cioè manco tre per mancoquattro fa dodici ; questo è certissimo, né lo vorrà met-tere in dubbio il medesimo mio Avversario ; e pure comesi potrebbe mai ciò persuadere al volgo ignorante, essen-do questo in apparenza assai più strano , che Palserirc,poter il semplice nulla moltiplicato per i"infinito far qual-che cosa ?
XI. Io per me sono di parere, die Io stesso mio dot-tiamo Avversario con la perspicaci^ delia sua menteconosca benissimo la verità di questa mia dottrina nel suosenso legittimo, e naturale esposta , anzi che la saprebbeforse meglio di me spiegare in modo, che non sembrassetanto strana, e ridicolosa al Volgo ignorante : ma sicco-me PArte della Pittura ha ritrovato il modo di far qua-dri, che rimirati da un canto, e posti in un tal lumerappresentano un Angelo : rimirati dall’altro, ed in unlume diverso atterriscono coll' improvisa comparsa delCeffo d’un Demonio, ò d’un Mostro orribile ; e secondoche l'Artesice ha per oggetto di far paura a' circostanti,ò di allettarli con la vista gioconda d’una bella imma-gine, gP introduce per una porta ,ò per Paltra a vagheg-giare la sua Pittura. Così PArte della Rettorica ancor-ché naturale, fa benissimo rappresentare in tale scorcio lecose, qualora pretende di screditarle, ed in tal lumeVbella posta le colloca, acciocché appariscano mostruose,e ridicole, benché le medesime vedute in maestà, e po-ste in buon lume riuscirebbero belle, e maravigliose al