Parte il. Capo V. 225
di fare tre , à quattro righe di calcolo; laddove senzaun tale artifizio , non se ne verrebbe a capo giammai ,ò almeno con grandissimo stento : e lo stesso dicasi pured’altri innumerabili Problemi, che da questa stessa dot-trina, come da Fonte generalissimo, e fecondissimo, ri-conoscono, la sua soluzione.
X. Ma in tanto si ride il Volgo di queste nostre daesso non ben apprese, dottrine, ed agli Uomini ò diniuno, ò di mediocre intendimento, che per avere qual-che tintura di lettere in altro genere , si credono abilia dar giudizio d’ogni cosa, sembrano troppo stravaganti,ed erronee queste espressioni d’infiniti zeri equivalentia qualche quantità , perché s'intestano col dire, che aerama zero fa zero . Ed io replico ciò , che altrove hodetto, che mi dispiace in sommo grado , che sia stataportata, senza veruna necessità, al giudizio del Volgoquesta contesa ; ma dall’altra parte posso assicurare, che! veri Matematici egualmente si ridono della semplicitàdi chi vuole arrogarsi il giudizio di simili cose tanto su-periori alla capacità di chi non è introdotto in questi sludjdella più astrusa Geometria. Non vi è Scienza, di cuise si svelano alla plebe i principi , massime esponendoliIn un’ aria svantaggiosa, non possa essere oggetto di di-sprezzo. Si possono rendere ridicoli i Peripatetici esage-rando, che mettono per principio de' Corpi naturali laPrivazione , che è un puro Nulla : quasi che di nulla sifaccia naturalmente qualche cosa : e pure hanno le lororagioni belle , e buone per difendere cotal sentenza. Lostesso dicasi de’ Democritîci , che tra’ principi delle cosenaturali annoverano il Vuoto , parente anch’esso strettissi-mo del Nulla. Del pari strane , ed assurde sembrar pos-sono alla Plebe le due estreme opinioni circa la compo-sizione del Continuo : secondo le quali, ò bisogna con-fessare con Aristotele , che ogni minutissimo granellinod arena, per esser divisibile in infinito , contiene in set*nti parti , quante tutto il Mondo : ò conviene com-porre il Quanto di ciò , che nella quantità è un Nulla ,cioè di punti, secondo il parer di Zenone. Si possonorendere non meno ridicoli que’ Filosofi, che asseriscono,
F f esse-