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gallarla reale, che quasi si sarebbe ten.“tati di crederlo opera del Frate. Moridi quarantacinque anni nel ibis.
ALBERT INI ( Innocenzo ed Ora-zio ) operavano in principio del xvii.°secolo, e li troviamo ricordati conlode tra gli aiuti di Francesco Moc-ci»! scultore delle statue equestri itibronzo di Alessandro e di RannuccioFarnesi duchi di Parma e Piacenza ,cretti nel 1612 nella maggior piazzadi quest’ ultima città.
ALBERTO (Alberto) da Borgosan Sepolcro ebbe nome tra gli ar-chitetti del sedicesimo secolo e con-corse col Palladio, col Vignola, conBaldassarre Pevruzzi, cou Giulio Ro-mano ed altri riputatasi mi artisti perla nuova facciata da farsi alla chiesadi s. Petronio di Bologna , che poinon fu eseguita* Sappiamo dal conteAlgarolti 9 che il disegno deH’Alher-to s* accostava in molte parti a quel-lo che aveva poc’ anni prima fatto Raf-faello per san Lorenzo di Firenze ;e sembra che dopo uno dei lauti fat-ti dal Palladio, e quello universal-mente preferito di Giulio Romano, sidassc il terzo grado al disegno del-l’Alberto- Di altri edificj fatti sui di-segni di lui non importa più chetanto parlare, non avendo avuto occa-sioni per grandiose fabbriche.
ALBERTO da taluni chiamato str-itolili, scultore fiorentino, fioriva dali36fi al 13^8, nella qual’ epoca con-dusse in Milano varj lavori in mar*mo, di cui uou si conservò cosa al-cuna ebe possa ftttribuirsegli -, ondesuppone T egregio autore della Sto-ria della scultura che non corrispon-dessero alla fama che meritamenteavevano in allora io Lombardia gliscultori fiorentini. E’ perciò presu-mibile che colle opere sarebbesi pureperduta in Milano la memoria di questoartista, se Franco Sacchetti non iscri-vesse nella novella 229, che Albertolavorò molto tempo in Milano, e seil suo faceto umore non 1 J avesse dallostesso novellatore fallo introdurre nel-la novella i36 per provare lepidamente
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che le donne fiorentine con loro sot-tigliezze sono i migliori dipintori delmondo.
In Firenze per santa Maria del Bi-gallo e Misericordia fece dal i3;>8 ali366 la Maddomia col Bambino inbraccio e due angeli laterali alla mede-sima, le quali cose dovevano pareggiarein bontà la stessa opera fatta in Fisada Nino d’ Andrea ; lo che supposeroalcuni essere una prova che i commit-tenti credevano potersi da uno scul -tore fare opera eguale a quella di qua-lunque valente artista, come si trat-tasse di lavoro meccanico.
ALBERTONl (Paolo) fioriva nellaseconda metà del diciassettesimo secolo.Era stato scolaro di Carlo Maratti, ene imitò lo stile in modo, che se avessesaputo dare alle figure maggior vita,potrebbero alcuni suoi quadri passareper lavori del maestro. Molti possonovedersi in varie chiese di Roma , chelo dimostrano più che mediocre pit-tore. Morì circa il 1700.
ALBINI (Paolo de) nacque in Bolo-gna circa il i56o, e dopo avere ap-presi i principi della pittura sotto unoscuro maestro fu ammesso alla scuoladei Cnracci. Vedevansi in patria alcunisuoi pregevoli dipinti, e molto si di-stinse nelle pitture , che in concorsode’ principali artisti fece in occasionedegli splendidi funerali di Agostino Ca-nicci. Ignorasi l’epoca della sua morte.
ALBONl (Paolo) nato in Bolognacirca il i65o, mori ottuagenario nel1780, quando esercitavasi ancora uel-Farte. Ignorasi in quale scuola appren-desse a dipingerei e probabilmente ,dopo imparati i principi del disegno,ai ammestrò da se stesso, studiandole pitture fiamminghe. Infatti i suoipaesi diligentemente finiti si scambie-rebbero con quelli de’più illustri pit-tori fiamminghi se non avessero le ariepiù calde. Molte sue opere possono ve-dersi in Bologna in varie gallerie , edancora in Roma. Fu molti anui in Ger-mania , dove si conservano cou som-ma cura non pochi paesaggi.
ALBQRES1 (Giacomo) nacque in Bo-