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Tomo primo.
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logna nel i63a, e fa scolaro del ce-lebre Mitelli sommo maestro di pro-spettiva. Seppe Giacomo guadagnarsiin modo 1 * aftetto di lui, che gli diedein consorte una sua figlia. Poiché ebbe

mollo operato in Italia l’Alboresi passòin Ispagna , dove operò assai éd assaiguadagnò; ma all’ultimo l'amor dipatria lo richiamò in Italia. Dopo ilritorno si associò con lui Michelan-gelo Colonna, e mollo operarono nellecorti di Firenze e di Parma ed altrove,valendosi per le figure del Mondini,del Milani e di Domenico Canuti. Morijn patria nella fresca età di 45 anni*ALCAMENE ateniese fu allievo diFidia, anzi uno de’ migliori allievi,e tale da meritare d* aver luogo in unbasso rilievo che ornava la sommitàdel tempio d* Eleusine. Tra i più ri-nomati lavori di lui ricorderemo la Ve-nere Afrodite, statua di grandezza al-quanto maggior del vero , nella qualeammiravansi principalmente il petto,le braccia e le mani. Nell’età di Pau-sania vedevansi entro ad un tempio,posto lungo la via che da Falerea con-duce ad Atene, una statua di Giunonesquisito lavoro di Alcamene, e Cice-rone e Valerio Massimo rammentanouri? statua di Vulcano, nella qualequest’artefice mostrava che il numezoppicava , senza che perciò glie nevenisse deformità. Ma la più celebredi tutte le opere dì Alcamene fu ilfrontespizio del tempio di Giove Olim-pico, ove rappresentò la battaglia deiCentauri contro i Lapiti in occasionedelle nozze di Pirotoo. Pnusania nefece la descrizione, ed alcuni ragguar-devoli frammenti di quest’ insigne la-voro fanno parte dei marmi d’ Elgin.Si dice avere fatta un’altra statua diVentre in concorso d’Agoracrito, mache fu posposta quella di Alcamene nonperchè fosse migliore di quella d’Ago-racrito , ma perchè gli Ateniesi vol-lero favorire il loro concittadino. Fio-riva circa 43o anni avanti Y era cri-stiana.

ALC1MACO, pittore de’ tempi diAlessandro, fece una tavola rapprese»*

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tante Diosippo, che ne* giuochi olim-pici fu vincitore , secondo il greco prò*verbio , senza polvere.

ALCIMEDONE, intagliatore ren-duto celebre dai versi di Virgilio chenell’egloga hi descrisse una sua tazzadi maraviglioso lavoro-

ALC1STENE , pittrice , da Pliniorammentata fra le donne che acquista-rono nome dai lavori del pennello ,avea dipìnto un saltatore con bella mo-venza. Di altre sue opere non restanomemorie.

ALCONE, intagliatore, fu celebratoda Virgilio nel suo poemetto la Zen-zala , e da Ovidio nel lib. xhi, v» 679delle Metamorfosi.

ALCONE, scultore, fu V autore diuna statua di ferro che vedevasi a Teberappresentante Ercole.

ALDEGREVER (Enrico), pittore edintagliatore, nacque a Soest in Weslfa-lìa nel i5oa, e mori di cinquantott’anniaU'incirca pressoché miserabile. Appre-se il disegno in patria, ed in Fiandra,in Francia ed iu Italia continuò i suoistudj intorno alla pittura, ed in patitempo provvedeva alla propria sussi-stenza facendo paesaggi e qualche ri-tratto. Rispetto aU’intaglio occupa undistinto grado tra i, cosi chiamali,piccioli maestri* ed infatti pare cheavesse maggiore inclinazione per que-st* ultim* arie che per la pittura. Le sueopere d’intaglio furono tutte eseguitedal 1 525 al i55a. E’ cosa notabile chepochissime cose intagliò che non sianodi sua invenzione. Scorgasi molta de-licatezza e precisione nelle estremità;ma non potendo, nell’ epoca in cuifiorì, avere sott’ occhio che gli esem-plari di Alberto Duro o de* suoi imi-tatori, gli abbigliamenti sentono il gu-sto gotico, e le pieghe sono soverchia-mente trite.

Tra le opere di storia sono cono-sciute la storia di Susanna in quattrofogli. — Le fatiche d’ Ercole iu i3. —1 quattro Evangelisti in quattro. —Sono pure pregevoli i ritratti dì Gugliel-mo duca di Giuliers , Lutero , Mdau-tonc e quello dell’ autore.