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ALDROV ANDINI (Mauro) nato inBologna nel 1649 e morto nel 1680,fu uno de’ pittori qundraturisti di cuitanto abbondò Bologna nel diciassette*simo e nel susseguente secolo. Avrebbeil Mauro fatti maggiori progressi, clienon fece nell’arte sua, se fosse giuntoa matura virilità, ma ebbe invece ilmerito di avere ammaestrato il nipote—-Tommaso, il quale , scostan-
dosi alquanto dallo zio, prese più largavia e dipinse architetture, rabeschi edornati con tanta varietà e vaghezza ,che si fece in breve tempo grandissimonome. Chiamato a Genova , dipinsela sala del gran Consiglio con sommosfarzo, ed accrebbero merito alle suearchitetture le belle figure che la po-polavano, di mano del valente Fran-ceschini. Così grand’opera peri nell’in-cendio della sala, come perirono or-mai quasi tutte le così dette quadra-ture di Tommaso e di altri pittori dital genere. Ne rimangono però non po-che in Italia ed in Germania del fi-gliuolo di Mauro e cugino ed allievodi Tommaso
--Pompeo, che non inferiore
al cugino molto lavorò in Germaniaed in Italia per palazzi e per chiese,le quali ultime , siccome meno espostea frequenti mutazioni, conservano tut-tavia varie opere dello stesso Mitelli,ora ammirate, ma meno pregiate d’as-sai che non lo furono nelle passate età.Pompeo avvicinandosi alla vecchiaiaandò a Koma, ove fissò la sua stabiledimora. Vi condusse varie opere, e moricirca il 1750.
ÀLEMaGNA (Giusto di). Questoantico pittore che precedette in Germa-nia Alberto Duro, dipingeva in Ge-nova V anno i 4 $i ne l chiostro dis. Maria di Castello una Nunziata, nellaquale scorgonsi, dirò così, i fonda-menti dello stile di Alberto, che pochianni più tardi f ece tanto onore allaGermania, alla pittura ed all’intaglio.
ALENI (Tommaso) cremonese, fiorì insul declinare del quindicesimo secolo.Nella sua patria, in s. Domenico, di-
piusc a concorrenza di Galeazzo Cam-
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pi ; ma le opere loro sono talmente so-miglianti che sembrano eseguite da unsolo pennello. La quale circostanzafece credere ad alcuni che. 1 Aleni siastato scolaro di Galeazzo Campi, adaltri che fosse suo condiscepolo sottopiù antico maestro- Ma è dimostratoche non ha potuto essere allievo delCampi, perocché una sua bella pitturache vedesi ai Domenicani eli Cremonasopra 1 a porta, che esce in via dellemacellerie vecchie , porta 1’ epigrafe*Thomas de Alienis cremon. pinxitan i5i5; cioè quando Campi Galeazzoera tuttavia nel fiore della virilità. Ol-tre di ciò lo stile della preallegata pit-tura sente ancora qualche cosa del-1’ antico stile, onde convien dire clicquando la fece fosse in età avanzata.
ALLOTTI (Giovassi Battista) na-to nel territorio ferrarese alla metà delsedicesimo secolo, o in quel torno;fu da fanciullo acconciato con un mas-tro muratore, che scorgendo in lui di-sposizioni singolari per l’architetturagli fece studiare le matematiche e lebelle lettere , che gli aprirono la viadell’ arte. Ne* primi anni del diciasset-tesimo secolo pubblicò certe lodate scrit-ture sul modo di frenare le inonda-zioni che frequentemente guastavanoi territori di Ferrara, Bologna e Ro-magna. Clemente Vili gli affidò la co-struzione della fortezza di Ferrara ; emolti edificj furono eretti dietro i di-segni di lui a Venezia, Mantova , Mo-dena e Parma. Morì in matura vec-chiaia nel i63o.
ALESSANDRI (Innocente) intaglia-tore in rame , fece coi disegni di Do-menico Maiotto quattro storie rappre-sentanti gli studj di astronomia, dimusica, di geometria e di pittura, nellequali introdusse varie persone che sìesercitano in tali professioni; ed è que-sta la più conosciuta opera deU’Ales-saudri.
———— Giovanni intagliatore in ra-me fioriva del 1718, nel quale arinofece all’acqua forte la Visione di Gia-cobbe in cui vede sognante la scalache conduce al cielo , ed il sacrifìcio