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alla rista degli Apostoli da profondavenerazione compresi e da maraviglia.Ha creduto taluno di vedere in que-st’ opera varie figure del giudizio fi-nale di Michelangelo i ma l'ascensio-ne del Correggio fu dipinta molt’anniprima che il fiuonarroli ponesse manoal tanto suo celebre Giudizio scoper-to nel 1 54 quando il Correggio piùnon viveva.
Questa pittura gli procurò nn piùimportante lavoro, quello della cupoladel duomo di Parma, nella quale co-lorì l’ Assunzione di Maria Vergine.Mi si conceda di farne una succintadescrizione. Introduce nella prima li-nea gli Apostoli in atteggiamento divenerazione mista di stupore, ma ebbe1’ avvertenza di rappresentarli affattodiversi da quelli della cupola di s. Gio-vanni. Al disopra degli Apostoli ve-donsi moltissimi Beati ed un numeroancor maggiore di Angioli d’ogui gran-dezza , tutti affaccendati intorno allaVergine , quali a sostenerla nell’ aere,altri a carolar intorno ad essa , a suo-nare istrumeuti di più maniere, a bru-ciare profumi negl’incensieri, o a tenertorchi : la gioia ed il tripudio brillasul loro volto, ogui cosa spira gioiae felicità; di modo che, vedendo que-sta pittura, ci sembra di essere asso-ciati agli angioli.
Tra i quadri all'olio del Correggioricorderò soltanto il s. Girolamo, laMadonna della Scodella , il Cristomorto della reale galleria di Parma ;la IVolte, la Maddalena, il 3. Giorgiodi quella di Dresda, il Marzia del ducaCitta in Milano, la tergine che adorail Bambino della reale galleria di Fi-renze , di cui si pretende trovarsi uuareplica presso il sig. Fortunato Gozzidi Milano, ec. 11 lettore può vedere ognicosa nella vita pubblicata dal professo-re Pungileone, poiché i ristretti con-fini di un dizionario non permettonodi parlarne con maggiore estensione.
Mi estenderò alquanto più intornoal grazioso fresco delle Benedettinedi Parma, siccome cosa di cui nonfecero parola gli storici, essendo rima-
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sta occulta a tutto il mondo circa aooanni. L’ aveva il nostro pittore fattain tale convento in un’epoca in cui eragovernato da ricchissima abbadessa , equando gli statuti dell’ordine non obbli-gavano ancora le buone suore a quellasevera clausura, che poi escluse ogniuomo da quel sacro asilo. In sul de-clinare del passato secolo il duca Fer-dinando primo desiderò di vedere que-sto dipinto, ed in appresso una grandequantità di artisti e di dilettanti na-zionali e stranieri hanno potuto ammi-rarlo. Il fresco è sulla volta d’una salaquadrata. Tutta la parte di mezzo rap-presenta un pergolato , che staccasi so-pra un cielo azzurro, ed è attorniatanella parte inferiore da sedici lunettesemicircolari , contenenti varj oggettidi chiaro scuro. Lasciali pergolato sco-perte da ogni lato quattro finestre ovali,sulle quali vedousi alcuni fanciulli oc-cupati in diversi giuochi, e con al-cuni simboli di Diana , la quale è rap-presentata più a basso, sopra un cam-mino , sovra un carro tirato da duecerve. Il Martini ed altri valenti arti-sti hanno disegnati cosi graziosi fan-ciulli che non sono meno di trenta-sette. La varietà delle tiute e degli at-teggiamenti, la giocondità delle fisio-nomie, il brio, la morbidezza, la ve-rità d’ogui cosa, formano di quest’ope-ra un tutto inimitabile.
Viene ora smentito il racconto delVasari intorno alla meschina condi-zione di tanto artista, ed alla cagionedella sua morte accaduta nel 1 534 - Con-vengo che fu molto lontano dall’esserepremiato come meritava , ma è certoaltronde, che lasciò il figlio
—•——— Pomponio bastantementericco ma non valente pittore.
ALLEGRINI (Francesco) nacque inGubio nel 1587, e fu uno de’ miglioriallievi del cavaliere d’Arpino, dal qualene ereditò le virtù ed i difetti. Nonintendo con ciò di detrarre al meritodel maestro o dello scolaro, le di cuiopere non sono prive di ottime parti,comunque vi si scorgano i difetti purtroppo a molti comuni nell’ età loro: