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Tomo primo.
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ma soltanto di porre in guardia i gio-vani artisti che possono facilmente la-sciarsi allettare dalla facilità e freschez-za del tocco, dalla vaghezza del colori-to e dalla illusione della prospettiva.L* Allegrini operò molto in Roma afresco ed all* olio, ed ebbe fior ita scuo-ia, dalla quale fra moli’ altri pittoriuscirono due suoi figliuoliALLEGRINI (Flamminio) ed—■—— Angelica , che nelle pocheopere da loro eseguite si danno a co-noscere perfetti imitatori del padre.

—-Francesco nacque in Firenze

in principio del xvii.° secolo, e fecesivantaggiosamente conoscere per l’inta-glio di molti ritratti d’uomini illustritoscani, trattati con molta diligenza,se non con buon gusto. Fece pure lamaggior parte de* ritratti ed il fronte-spizio dell’opera de’ ceuto ritratti del-la principesca famiglia de* Medici, pub-blicata in un volume in foglio da Giu-seppe Allegrini. Operava ancora dopoil jfifio.

ALLET (Giovanni Cablo) intaglia-tore che operò negli ultimi anni delxvii.° secolo e nei primi del decimot-tavo* Intagliò da Pietro da Cortonas. Paolo che ricupera la vista mentrericeve il battesimo da Anania — daBattista Lenardi s. Agostino che os-serva il fanciullo attingere col cucchiaio1* acqua dal mare per asciugarlo — sanLuigi Gonzaga che adora la croce, pit-tura del P. Andrea del Pozzo, ed al-tre opere.

ALLIO (Matteo) scultorei milanesedel sedicesimo secolo, è V autore del-le figurine e de* fogliami che ornano ipilastri laterali della cappella dell’arcadi s. Antonio in Padova, ne’ quali la-vorò in concorrenza di Girolamo Pi-roni. Tali lavori sono dal nostro sto-rico della Scultura chiamati a ragionelavori preziosi pel minuto e graziosoìntagho t ove U marmo è scolpito quasifo SSG una molle cera trattabile. Di ta-li lavori ricchissimo è pure il duomodi Milano, che può unitamente allaCcitosadi Pavia riguardarsi come il se-minario da cui uscirono nel periododi quattro secoli tanti iusigui scultori.

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ALLORI (Cmstofano) nato in Fi-renze dopo la metà del sedicesimo se-colo, fu scolaro del cavaliere Cigoli.Pare per altro che si scostasse alquantodallo stile del maestro, per desideriodi avvicinarsi a quello del Correggio.Nè l’esito mal corrispose a* suoi desi-deri!, perocché se non raggiunse que*sto inimitabile pittore nella grazia, glisi accostò nella vaghezza del colorire :e forse ne conobbe meglio di altri ser-vili^imitatori l*artifizio del chiaroscu-ro. Operò quasi continuamente per igran duchi suoi signori; onde le mi-gliori sue opere possono vedersi in pa-lazzo Pitti ed in alcune ville de*me-desimi.

———Alessandro nacque in Firen-ze nel 1 535 » e fu scolaro di AngeloBronzino suo zio. Di diciassctt* annitrovossi aver fatti così grandi progressinell’arte, che il maestro lo conobbecapace di lavorare da se. Nel 1 554 re-cavasi a Roma per istruirsi sulle ope-re de* sommi artisti, e copiò od imi-tò le più belle cose antiche e moder-ne. Tornato in patria quaudo toccavai 22 auni cominciò ad essere ricercatoper opere di molta importanza, e spe-cialmente per ritratti che sapeva faresomigliantissimi. Se Alessandro avessesaputo cosi ben colorire le figure comesapeva disegnarle e distribuire , nonsarebbe rimasto secondo a verun pit-tore toscano. Possono vedersi alcunesue belle pitturo nella Galleria ed iupiù chiese di Firenze , ed una prege-volissima nell* oratorio della Miseri-cordia di Prato, copiosa di figure, conuna gloria in allo, che fa prova delsommo suo valore. Non meno espertonell* esecuzione che dotto nelle teoriedell’ arte, nel >590 pubblicò un libro,ora diventato varissimo , intorno almodo del disegnare le figure e spezial-mente le parti ignudo. Mancò alla glo-ria dell’arte 1* armo 1607.

ALMOR (Giovanni) pittore di sto-ria, nacque in Saragozza circa il 1700.Frequentò le scuole di due 0 tre mae-stri, in patria c fuori. Quando sup-pose di non aver bisogno dell’ altrui