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Tomo primo.
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direzione, tornò a Saragozza, ove fecemolte opere alla Certosa della Conce*zione , che lo mostrano piu che me-diocre pittore. Morì in patria negli ul-timi anni del precedente secolo*

ALOISIO , celebre architetto, fio-riva nell’ età del re Teodorico , chedietro le rappresentanze di Cassiodorosuo illuminato ministro gli ordinavadi ristaurare molti edifìcii in Roma enei contorni, ed in particolare i bagni egli acquedotti sommamente danneggiatidal tempo, e dalle sterminatrici guer-re : ed è probabile che fosse Aloisioadoperato in altre opere in Roma^ inRavenna ed altrove.

ÀLOJA (Giuseppe) napolitano, fio-riva alla metà del xvm.°secolo in Na-poli sua patria. Si hanno di questovalcnt’ uomo molti rami della staticadei vegetabili dell’edizione napoletanadel 1775, e molte antiche pitture tro-vate negli scavi d'Ercoìano , che for-mano non picciola parte delle stampecontenute neutre volumi infoglio del1767, 1760 e 1762. E'ancora pregiataopera dell’ Aloja il ritratto del vene-rabile Giovanni di Palafox.

ALONSO (Giovanni) celebre nelleSpagne per avere edificato il santua-rio di Guadalupe. Non dispiacerà allettore di averne una succinta descri-zione. Un atrio spazioso con alcunigradini serve di basamento alla facciata,consistente in cinque altissimi pilastrigotici, con archi interposti, due deiquali sono aperti per l’ingresso. L’in-terno ha una cappella a foggia di por-tico, da cui per venti gradini si saleal grandioso tempio. E* questo a trenavi, divise da gruppi di colonne, contre archi per ciascun lato. L'altar mag-giore è di Giovanni Gomcz de Mora.E* a quattro piani, de’quaìii tre pri-mi con otto colonne corintie, e Y ul-timo in cima cou quattro. Diccsi chela maggior parte de’ricchissimi arredisiano lavoro di Giovanni Segovia, re-ligioso Gerolimino, il più valente ore-fice delle Spagne. Appena entrati neltempio leggesi l’iscrizione

A qui yace Alonso maestro quefiso està santa lglesia.

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ALSLOET (Daniele van) nacquecirca il 1570, non è ben noto in qualluogo de’Paesi Bassi. Frequentò le scuo-le aperte in Anversa, dalle quali usci-va allorquando l’arciduca Alberto d’Au-stria ebbe il governo delle Fiandre. IlDechamps, che probabilmente non avevaveduta alcun* opera certa di Daniele ,si contenta di farci osservare , che laqualità di pittore di questo principe,che poteva scegliere fra tanti egregipittori de’ paesi da lui governati, devefarlo supporre di un assai distinto me-rito. 1! discreto lettore darà il peso checrede all’ osservazione del biografofiammingo.

ALTISSIMO ( Cristofano dell’ )nacque in Toscana in principio del se-dicesimo secolo , e fu scolaro primadel Puutormo, poscia di Angelo Bron-zino. Poiché ebbe appresa f arte sottocosi valenti maestri, si provò a farealcuni quadri di storia, che lo con-vinsero che difficilmente, per quantosi adoperasse, avrebbe potuto occupareun distinto luogo tra gli eccellenti pit-tori ond’ era in allora ricca la Toscana.Perciò come persona discreta ed ac-corta eh’ egli era , si restrinse intera-mente ai ritratti, nel quale magisteropochi o nessuno l’avrebbero superato.Accadde che il duca Cosimo 1 . desi-derando d’avere i ritratti somiglian-tissimi di molli illustri personaggi, nonsapendo che verun altro potesse me-glio di Cristoforo servirlo, lo incari-cava di recarsi a Como presso PaoloGiovio onde copiarli dal suo Sacro Mu-seo. Soddisfaceva F Altissimo pienamen-te ai desiderj di Cosimo, e n’ebbe mer-cede proporzionata al merito. Dopociò non eravi gentiluomo o gentildonnatoscana che non volesse essere ritrailadall’Altissimo, che alle virtù pittoricheaggiungeva cortesi e gentili maniere,lguorasi la precisa epoca della suamorte.

ALTOBELLO da Melone, pitto-re cremonese , fioriva, secondo PaoloLomazzo che ne fa onorata menzione,circa il i 53 o. Si dice che facesse po-chi lavori, e poche erano le pitture co-