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rentino nacque nel i5ii,e fu da prin-cipio scolaro di Baccio Bandinelli, indidi Jacopo Tatti del Sansovino. Di ven-tiquattro in venticinque auui recavasia Roma per studiare l’antico, e vi di-segnava e misurava con grande curale principali opere di scultura e di ar-chitettura. Mentre studiava l’arte sottoal Sansovino più cose operò in Vene-zia <d in Padova che lo fecero vantag-giosamente conoscere. In Roma fece as. Pietro in Moutorio quattro statuegiacenti di marino, una fontana nellavigna di papa Giulio , la pianta delgran collegio romano con coi tile e fac-ciata, il palazzo Gaetani in via del cor-so , ec.
Operò iu Pisa , in Urbino ed al-trove, ma le più rinomate sue operesi vedono in Firenze. Non ricorderòtra queste il bellissimo ponte suirArnoa s. Trinità, e le due magnifiche fou?tane in piazza di Palazzo vecchio e nelgiardino di Botoli, nelle quali, comec-ché non prive di difetti, vedesi un in-gegno ardimentoso , capace di grandiconcepimenti e di ogni più difficile im-presa. Fu perciò carissimo al gran ducaCosimo, che alni affidava di preferen-za le più importanti opere discultura,lasciando a Giorgio Vasari quelle diarchitettura e pittura.
Fu 1* Ammanato uomo costumatoassai, ed all’arte affezionatissimo. Morìin Firenze circa il 1 586, lasciando al-cuui valenti allievi che terminaronomolti lavori da lui cominciati.
AMOROSI (Antonio) nato nel Pi*ctuo circa il 1660 , acquistò iu patriae fuori qualche celebrità con quadri digenere faceto, che si scambierebberoper opere fiamminghe se avessero mag-giore lucentezza. Dipinse ancora al-1 * olio ed a fresco in molte chiese delterritorio d*Ascoli, ed in alcuue dellastessa Roma, ove le sue opere nonperdevano al confronto di quelle deisuoi contemporanei. Pare che si fosseformato uno stile suo proprio, aven-do piuttosto studiato copiando ed imi-tando le opere de’ rinomati pittori delprecedente secolo , che frequentando
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la scuola di vivente maestro. Non per-tanto è forza convenire che l’Anjorosinon andò immune dal manierismo edagli altri difetti del suo secolo.Ignorasi P epoca della sua morte.
AMSTEL (Cornelio Ploos van) di-segnatore ed incisore all* acquarello,era nato in Amsterdam nel i^3q ,e morì in sul decliuare del diciottesi-mo secolo. Intagliò varie cose veramen-te fatte per illudere gli occhi più eserci-tati nell’arte, facendo felicissimo usodi un nuovo metodo «li sua invenzio-ne, così per f intaglio, come per la ti-ratura. Si conoscono di questo bene-meri lo artista trentasei in quarantastampe, tra le quali si distinguono laVergine iu atto di adorare il bambinoGesù di BloÒmaertj un concerto di uo-mo e douna spagnuoli di Vau Man-derà due marine, l’aurora ed il chiarodella luua di L. Backuisen; il Giudi-zio di Salomone di Luca d’ Olanda ;uu dovizioso paese della Norvegia, or-nato di figure di Everdingen, ec.
AMULIO fioriva iu Roma ne* primianni dell’ Era cristiana, ed è notoessere stato iu molto credito presso1’ imperatore Nerone , che lo adoperòper abbellire cou opere di pittura lasua casa Dorata. Plinio rammenti!una Minerva dipinta da Amulio, laquale sempre mirava lo spettatore iuqualunque punto si ponesse. Artifizioa’ di uostri troppo conosciuto, che nouprocaccerebhe fama a vermi pittore :ma Amulio aveva ben altri pregi peraspirare alf immortalità ; e basta ilsaperlo assai stimato iu Roma quandole arti erano in fiore, e dove tanticapilavoro della Grecia servivano amantener vivo il buon gusto delle arti.
ANANIA, pittore, probabilmenteebreo , che Cedreno ed altri scrittoricristiani dicouo essere stato maudatoda Abgaro, prefetto di Edessa, a Ge-rusalemme per ritrarre il diviu Reden-tore : dicesi che fosse corriere di Ab-garo, ed è chiamato pingendi peritura.Ciò è quanto abbiamo intorno a questoartista, la di cui esistenza sembrerà aibuoni critici molto sospetta per diver-