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Tomo primo.
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f)o A.V

pittore. Tornato h Napoli, sua patria,cessò di vivere nel 17 4 1 •

AVENDUANO (Giacomo) pittoredi storia, che per conto dell* arte sa-rebbe forse confuso tra la folla deimediocri artisti, senza la celebrità chegli procurò la coraggiosa opposizionealla gabella della milizia che volevasiimporre agli esercenti arti liberali. Di-morava egli in Valladolid nel 1661 ,e le sue opere spedivaosi ogni annoiu America, oude è presumibile chenon siasi conservata in quella cittàveruna sua cosa.

AUGUSTA { Cristoforo ) nato inCasalmaggiore dopo la metà del sedi-cesimo secolo, fa allievo del Trotti;chiamato il Malosso ; ma sembra chagli mancassero i talenti pittorici perriuscire degno alunno di cosi rinomatomaestro. Perciò in tutte le sue operesi scorge la servile imitazione e la ti-midezza e lo stento necessarie compa-gne di chi non si formò una manierasua propria. Alcune storie a fresco chefece nella chiesa enei convento de' Do-menicani dì Cremona sono forse le mi-gliori sue produzioni, ma non tali dameritargli lode di buou pittore.

AVIAJNl da Vicenza nacque circail i56o, e studiò , non è ben notosotto quale maestro, i principj dellapittura in patria. Vogliono alcuni clicfosse ricevuto nello studio di AndreaPalladio, e che da cosi grand* uomoapprendesse gK elementi dell* architet-tura. In fatti riuscì, più che in ognialtro genere, eccellente pittore di pro-spettive e di paesi , reuduti ancorapiù pregevoli da alcune figure che op-portuuamente vi faceva aggiugnere dalCarpioni. Visse continuamente in pa-tria, che arricchì di molte opere, pocoaltrove conosciute , o attribuite ad al-tri pittori : e iu ciò troviamo la ra-gione della poca celebrità di cosi va-lente paesista.

AVILA ( Francesco v* ). Fiori inSiviglia, chiamatovi da quell’ arcive-aco Pietro Vaca de’ Castro , che glifu poi sempre splendido protettore edamico. Poche cose fece di storia , e

AV

queste di sacro argomento, ed otten-ne soltanto celebrità dai ritratti, neiquali auuniravasi la perfetta rassomi-glianza , il castigato disegno , e lasoavità e freschezza del colorito.

— ■—— l Ferdikasdo d* ) nacquecirca il t54o, e fu allievo di Fran-cesco Cotnontes, pittore del capitolodi Toledo, il quale morendo nel «565,affidava al suo scolare la cura di ter-minare le storie eh' egli lasciava im-perfette, e di aggiuguerne alcune dinuove. Tali lavori lungamente lo ten-nero occupato, e gii procurarono ba-stante celebrità per ottenergli P ono-re di pittore e scultore di Filippo II.11 tempo ha quasi totalmente distruttala fion meritata fama di eccellentepittore, e non rimane verun monu-mento di scultura che vaglia a farloannoverare tra i buoni artisti. Mori-va in sul finire del sedicesimo secolo.

AVILER (àgostiro Carlo d* ) ar-chitetto, nacque in Parigi uel i653 dafamiglia originaria della Lorena. Daipiù teneri anni appìicossi agli studjattinenti airarchitcttura, e di veat'anuiottenne di passare all* accademia fran-cese in Roma. Imbarcatosi a Marsi-glia colf architetto Deagodetz c col ce-lebre Vaillant, fu dai barbareschi, chepredarono la nave, condotto a Tunisinel 1674 * Colà continuò a disognareseuza prendersi cura delle conseguenze.Gli fu commesso il disegno d'una mo-schea , che fu eretta nella via grandeche conduce al borgo di Babaluc. Do-po sedici mesi potè recarsi a Roma ,dove esaminò e disegnò i principali an-tichi e moderni edifizj. Di ritorno io.Francia si pose sotto Mausard, che gliaffidò alcune delle tante sue incomben-ze. Stanco all'ultimo di essere sem-plice esecutore, recossi a Montpellierad eseguire la porta disegnata da Dor-bay in forma d’ arco trionfale, chia-mata Porte du Perou. I varj edifizjeretti iu quella provincia, a Carcasso-ne, Beziers , Nimes e Toulouse gliottennero tal nome, clic fu per lui crea-ta una nuova carica di architetto perla Linguadoca.