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Tomo primo.
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^rinia che abbandonasse Parigi avr-Composto uu nuovo Corso d'archi-tettura., che può servire dì commentoal Vigrjola # e vi aggiunse un Dizio •nano d’architettura civile ed idrati-ticai le quali opere ottennero favore-vole accoglimento. Mancò alla gloriadell* arte nella fresca età di 4? anni.

AULANIG (Evakdho), scultore, forselo stesso di cui scrisse Orazio nellasatira terza del primo libro , vieuericordato da Plinio, lib, xxxvi, cop. 5 ,per avere rifatta la testa alla statuadi Timoteo, rappresentaute Diana „che conservavasi nel tempio di Apol-ìine Palatino.

AURERJ (Francesco) fu uno scul-tore in legno che operava in Cremonasua patria dal i 5 G 8 al 1078, come loera in pari tempo Aìli, o Ayli Lo*rmzo egualmente Cremonese , delquale dicesi che faceva figure in le-gno t tua è cosa spiacevole , che ibiografi patrj, diligentissimi nel rac-cogliere notizie degli artisti cremone-si » non ci abbiano indicato di questidue scultori vernn* opera.

AURIA (Domenico) scultore napoli-tano fioriva circa la metà del sedicesi-mo secolo, e fu uno de* valenti allie-vi di Marliauo da Nola. Co* suoidisegni e sotto la sua direzione fucondotta a fine iu Napoli la fontanaMedina, cui furono poscia aggiuntenel susseguente secolo le stravagantiinvenzioni di Cosimo Fanzaga.

AURIL (I. I. ) intagliatore, natoa Parigi nel i? 44 > si applicò da prin-cìpio all* architettura , sebbene avessenaturali disposizioni per 1* intaglio.Aveva somma'facilità di taglio, e fumaestro di se medesimo. Cinquanta-quattro interi anni lavorò d’intaglio,onde la raccolta delle sue stampe,clic, trovasi intera, in due volumi di-visa, nel gabinetto reale, contiene piùdi 5 oo stampe.

Tra queste distinguonsi la fami-glia di Dario e la morte dì Meleagrodi Lebi-un — La nascita di Sansone— Corìolano —- Virgiuia — Cincin-nato — Cornelia ■— la Madre Spar-

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tana —. il Viaggio di Caterina 11 —Diana cd Attenne — 6 Da Risurrezio-ne di Lazzaro — il Sonno di Gesù, ec.

AUSTIN (William) disegnatore edintagliatore a punta e bulino è natoin Londra circa il 174°» e viveva an-cora dopo il 20 del presente secolo.

Due serie di stampe di diverso ar-gomento diedero a questo valente ar-tefice meritata celebrità. La prima rap-presenta in dieci fogli alcune vedu-te di Pai ai ira e varj monumenti ro-mani. La seconda serie contiene in scifogli diverse caricature politiche e sa-tiriche ; ed è questa seconda serie as-sai rara,

AUSTRIA (Giovaci »’), figliuolodi Filippo IV monarca delle Spagne »e fratello di Carlo 31 , imparò a dipin-gere da Eugenio de Las Cuevas , chept’i lo servì io qualità d'ingegner mi-litare. he non dobbiamo credere sfron-tatamente adulatorio il giudizio delcelebre Carenno de Miranda, il quale,vedendo una pittura in porcellana delprincipe, ebbe a dire : a Se non fosse« nato sotto la reai porpora, avrebbe<* potuto co'suoi talenti vivere da prin-cipe n convinti supporre che D. Gio-vanni fosse un valente pittore.

AUTORULO, pittore, non per al-tra cagione ricoi'dato da Plinio nellib. xxv, cap. a* che per èssere statoallievo della pittrice Olimpia.

AVVANZO ( Nicolò ) intagliatorein pietre dure*, fioriva in Verona suapatria alla metà dèi sedicesimo secoloo in quel torno, compaguo ed emulodi Matteo del Nassaro, del Caralio ,e di altri rinomatissimi veronesi. Ce-lebre è il suo intaglio in lapis lazzalorappresentante la Natività di Gesù Cri-sto, acquistato da Giovanna Gonzagaduchessa d‘ Urbino, vedova di GuidoUbaldo da Monte Feltro, e delle bellearti sommamente benemerita, cui Raf-faello andò debitore del principio dellasua fortuna.

AVVER ( Giovan Pàolo ) nacque inNorimberga , e condotto in età fan-ciullesca in Italia, studiò quattro annila pittura iu Veuezia; ma udendo dire