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Tomo primo.
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roano ancora al pennello con poco suc-cesso del colorito, ma con sommo me-rito d'invenzione ; ed i suoi disegniconservatici dai bulini di Marco da Ra-venna e di Agostino veneziano sonopreziosi monumenti della sua virtù.Fu carissimo al duca Cosimo 1, chene compianse la morte.

BANDINELLA (Marco), chiamatocomunemente Marchino » entrò in casadi Guido Reni in qualità di modello, alquale ufficio aggiunse quelli di cuci-niere e di maestro di casa , e terminòcol farsi pittore sotto gl'insegnamentidel padrone, e cogli ostinati studj sul-le migliori sue opere. Dicesi che alcunisuoi dipinti di picciole dimensioni siaccostano assai alle cose strapazzate diGuido, che sono poi tenute come talidai raccoglitori.

BANDINO (Giovanni), universal-mente conosciuto sotto il nome di Gio*vanni dall’Opera, fu allievo e for-se il migliore allievo del Batidinelli.Fiori ne’ tempi iti cui lo stile del-l’arte cominciava a declinare, comene fanno prova la statua della Archi-tettura posta da lui sul monumen-to del Bonarrotì a Santa Croce ed al*tre minori opere ; ma condusse altrilavori che sommamente onorano la suamemoria; e fra questi due grandi statued'apostoli nell’interno della cattedraledi Firenze, rappresentantis. Jacopo mi-nore e s. Filippo, le quali sono le mi-gliori tra le dodici, sebbene eseguitedallo stesso Bandinelli, da Benedettoda ftovezzano, da Jacopo diSansovino,da Viucenzo Rossi, ec. Merita pure diessere riposto tra le sue opere di piùcastigato stile il basso rilievo postonella cappella de’ Gaddi in santa Ma-ria Novella.

BANG (Girolamo) acquistò celebritàper essere stato uno de' primi ad in-trodurre, invece del bulino, il modo diintagliare il rame cou un martello ap-puntato, coi quale formausi de’picciolipunti, o più gravi o più leggeri, secon-do lo richiedono le ombreggiature : laquale operazione chiamossi Opus mal-Idi,

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BÀNNERMANN (Alessandro) na-cque a Cambridge nel i^3o,ed inta-gliò molti dei ritratti che ornano l’o-pera: Anncddoti su le arti egli arti-sti pubblicati da Orazio Walpole, neli? 6 a. Molti rami intagliò pure per laraccolta delle stampe inglesi pubblicatein Inghilterra da Giovanni Boydel nel1769.

Tra le sue stampe staccate non ri-corderò che la Morte di s. Giuseppetratta da un quadro di Velasques.

BAPT1STE ( ossia Monnoyer Gio.Battista) , ma conosciuto nella sto-ria delle arti sotto tal nome, nacquein Lilla nel i(J35, e poi ch’ebbe im-parato il disegno , si fece a copiarela natura che smalta i prati di fioried arricchisce gli alberi di frutta. Pas-sò quiudi a Parigi, e seppe farsi cosìvantaggiosamente conoscere che inbreve fu aggregato alla reale accade-mia di pittura. Non è possibile, achi non li vede, il farsi uu' adeguataidea della bellezza de'suoi lavori. Neifiori trovasi costantemente quella ve-nustà di colorito, quella vivacità ,quel preciso contorno , quel finitosenza stento , che è proprio non solodella natura , ma della più bella na-tura. Fu perciò chiamato ad ornarecolle maraviglie del suo pennello ireali palazzi di Versailles , del Tria-nou , di Vincenues. Lord Montaigulo persuase a passare con lui a Lou-dra , dove ajutato dai pittori la Fos-se e Rossealu ornò la casa del Mon-taigu in vicinanza del Museo, In ap-presso operò nelle case dei lordiCarlisle e Burlington , ed all* ultimonel palazzo di Kansigton appartenentealla regina Maria, in pari tempo in-tagliava a punta alcuni de’ proprjquadri , e la raccolta delle sue stampeè tenuta in sommo pregio. Mori inLondra in età di sessantasei anninel 1699 .

-Antonio suo figlio , da

lui educato nell’arte fu pure aggregatoall’ accademia di Parigi. Le migliorisue stampe sono un vaso cou anticoBaccanale imitante un basso rilievo

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