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son rose , papaveri e tulipani, ed unaltro con rose , garofani , tulipani epapaveri.
BAQUOI (C.) intagliatore all’acquaforte , fu uno degl’incisori che ese-guirono i rami spettanti all’opera;Storia naturale del signor di Buffondell’edizione parigina del 1753.
BAQUOY ( Maurizio ) non oscurointagliatore del diciottesimo secolo al-1 acqua Forte, pubblicò una bella stampar-appreseutante una battaglia navale ,tratta da un quadro di Martin, e fecetra le altre cose molte vignette per lastoria di Francia del P. Daniel , suidisegni del signor Boucher. Suo figlio
- Giovanni, che operava in
Parigi negli ultimi anni del diciotte-simo secolo, intagliò con eleganza ebuon gusto molte vignette per diversilibri, ed in particolare per le Meta-morfosi d’Ovidio, fatte eseguire dalcelebre Basan.
BAR ( Giacomo Carlo ) nato InParigi nel 1760, si esercitò nella pit-tura e nell* incisione all' acquerellocon qualche distinzione. Nel 1778diede cominciamento ad una Raccoltadegli abiti religiosi e militari t conuna succiuta storica relazione de’me-desimi , della quale ne* primi annidel presente secolo trovavansi pubbli-cati quaranta quaderni, ognuno didodici fogli. Fu applaudita da* cono-scitori come opera trattata con som-ma diligenza e verità.
BARA o BARAT (Giovanni),nato in Olanda circa il 1572, fu adun tempo disegnatore , pittore , scul-tore ed intagliatore. Si distinse per-altro principalmente in qualità }dipittore sul vetro e come intagliatore.Le sue stampe portano 1 epoca in cuifurono fatte, dal 1698 al i 632 , edè probabile che poco sopravvivesse aquest’ ultimo anno.
Le principali stampe sono:
11 ritratto del principe Maurizio diNassau-Orange.
Un paesaggio, nell’ aria del qualevedesi Fetonte che domanda ad Apollodi guidare il suo carro.
Viz, degli Arch* ec. t. i.
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Tre paesaggi rappresentanti la sto-ria di Tobia.
Gesù Cristo che va in Emaus.
Susanna sorpresa al baguo da’due vec-chi , e xn stampe separate rappresen«tanti i dodici Apostoli.
BARAB1NO (.Simone ) nato in Valdi Polcevera in vicinanza di Genovacirca il i58o, fu dai parenti , che loconobbero inclinato alla pittura, postosotto la direziona di Bernardo Castello,forse il più illustre della pittorica fa-miglia di tal nome. Non tardò il gio-vanetto Simone a dare, tali prove distraordinario ingegno, che, secondo sidice, risvegliarono la gelosia in senoal maestro, che sotto varj pretesti loallontanò dalla scuola. Non perciò la-sciava il valente giovane di continuarecome meglio poteva lo studio dell’arte)ed in breve pubblicava in Genova duequadri, che gli mossero contro le acerbecritiche dell’ invidioso maestro. Te-mendo gli effetti dell’ odio di lui , ri-paravasi a Milano, ove da principio ebbelucrose commissioni) ma sperando diguadagnare assai più col traffico deicolori, abbandonata quasi totalmente1’ arte, interamente a* abbandonò allanuova professione, esercitando la qualeconsumò quanto aveva guadagnato, emori miserabile di crepacuore nel Boredella virilità.
BARAMBIO (frate Gregorio) pit-tore spagnuolo che fioriva nel 1640 inRurgos , lasciò nel suo convento del-la Mercede molti ragionevoli qua-dri. Altri vedevansi in altre città vi-cine, che attestavano il suo amore perV arte, ma che non gli avrebbero as-sicurata quella celebrità che ottennedall’ avere avuto tra’ suoi allievi 1’ il-lustre scultore Celedonio d’Arcè.
BARATTA (Alessandro) è couosciu-to per l’intaglio della città di Napolie per altre carte dello stesso genere dicittà e paesi.
-Francesco fanno de’più di-stinti scultori del diciassettesimo se-colo. Nacque in Carrara circa il i5goed in età giovanile recossì, già ammae-strato nell’ arte, a Roma, dove non
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