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Tomo primo.
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mente il costume, e trovare dotte in-venzioni. Mori in Liegi nel 1675.

BARTOL1 (Giovanni) celebre orefi-ce del quattordicesimo secolo, fece neli36yin compagnia di Giovanni Marci,di commissione di papa Urbano V, duebusti in argento degli apostoli Pietroe Paolo per la chiesa di s. GiovanniLuterano, i quali furono, per i tempiin cui si eseguirono , riputati lavorimirabili*

-■ — Francesco reggiano, fiori

in patria alla metà circa del diciotte-simo secolo, ed è dal Tiraboschi an*noverato tra i buoni pittori da scenadi cui fu feconda la città di Reggio.

— —— Taddeo chiamalo pure Bar-tolo Fredi da Siena, fu uno de* rag-guardevoli pittori del quattordicesimosecolo. Condusse molte opere nella suapatria, in Pisa, in Firenze, in Padova,nelle quali scorgcsi certa quale elegan-za, di mezzo alla secchezza propriadelle pitture di quell* età, che le di-stingue dai lavori de* suoi contempo-ranei. Mori di cinquantanove anni nel1410. Suo nipote

—-—■ Domenico fu da lui am-

maestrato, e forse in alcune parti losuperò; essendo piu copioso d’inven-zione , e non ignaro della prospettiva.Fioriva dal principio del quindicesimosecolo fin oltre il i44°» e lasciò molteopere in diversi luoghi della Toscana.

BÀRTOL1 (Pietro Santi) nacquein Perugia V anno *635 e morì nel1700 in Roma, dov’ebbe le luminosecariche di antiquario del pontefice, dellaregina di Svezia e del senato. Disce-polo di Nicolò Poussin e di un inta-gliatore francese, fu egualmente va-lente pittore ed intagliatore al bulinoed all’acqua fotte. Prodigioso è il nu-mero delle stampe intagliate da que-st’uomo universale ed instancabile. Die-de egli in 5a pezzi gli antichi architrionfali di Roma; i sepolcri antichiromani ed etruschi in no fogli; leantiche lucerne sepolcrali figurate in119 fogli; 56 rami del codice Virgi-liano della biblioteca Vaticana; le sto-rie della Colonna troiana ili 128 mezzifogli, e quelli della Coloima di Marco

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Aurelio in 78; 78 pezzi di anlicliibassi rilievi ; 98 stampe di antiche pit-ture e musaici delle grotte di Romaintagliate insieme col Falda ; da Giu-lio Romano il Ratto d # Ha e le opereesistenti nel palazzo del T. in moltifogli; diverse pitture dello stesso fattein Roma, in più fogli; dalle opere diRaffaello intagliò le figure di stuccocolorite in 43 mezzi fogli reali , lavita di Leon X che è nei fregi da bassodegli arazzi ed altri lavori di Raffaello;da Polidoro il fregio dipinto in Romain una facciata incontro alla Mascherad’oro, con navi e battaglia di navi alTevere; come pure la facciata dei Gattidello stesso in parecchi fogli ; da Pie-tro da Cortona, dal cavaliere Vanni,da Annibale Caracci, dal Mola, dol-1’Albano, da Carlo Maratta, da An-tonio Caracci, e da altri pittori e scul-tori altre copiose invenzioni , per lequali, se non in qualità, superò inquantità di lavori quauti intagliatorifurono per avventura prima di lui, oforse dopo.

—--* Simone nou è conosciuto

che per alcuni intagli di tesi.

BARTOLINO da Novara fioriva insul declinare del quattordicesimo se-colo, e fu uno de’primi ingegneri ado-perati nella costruzione del duomo diMilano, cominciato, secondo la for-ma in cui trovasi adesso, l’anno i3S8.

BARTOLOMMEOda s. Marco. KPorta (F. Bartolommeo della ).

— —— d. 0 Maestro, operava avantila metà del tredicesimo secolo, e glisi attribuiscono alcune pitture, che inaltri tempi erano ueH’antica chiesa deiServi di Firenze, le quali da alcuni sicredevano fatte dal Cavallini scolarodi Giotto.

- . D.° Meo di Cecco, scultore

fiorentino e probabilmente scolaro dvlBrutielleschi, fu uno degli scultori cheoperavano in Ferrara circa alla metàdel quindicesimo secolo, sia infornoalle statue della sagrestia del duomo,sia intorno alla statua equestre delmarchese Nicolò d’Este , oppure inaltri lavori.