ITA.
BARTOLOM.MEO spagnuolo, scul-tore del tredicesimo secolo , acquistòaìiitto a meritata celebrità per le novestatue di grandezza naturale scolpitejH-'r ornare la porta della cattedrale diTarragona 1’ anno 1278.
-- da Firenze trovasi registrato
In qualità di scultore nei registri dellafabbrica del duomo di Milano sotto1 anno 1 ^55, ma ignorasi quali opereabbia fatte ; onde convien dire cheNon fosse artista di gran nome, tan-fo più che non vedesi ricordato dalVasari, nè da altri biografi toscani.
—•—Coso, scultore rammentatodal Sansovino come colui che fece inVenezia il portone di palazzo proba-bilmente diverso dall’ altro
—--bergamasco, il quale opera-
va in Venezia in sul declinare del quin-dicesimo secolo, o ne* primi anni delsusseguente, scolpi il basso rilievo dellaMadonna con molti divoti sopra V in-gresso della porta della Misericordia ,ed un altra Madonna col Bambino incollo sopra una delle minori Sportedella chiesa dei Frari.
BA.RTOLOZZI (Francesco) nacquein Firenze l’anno 1730 . Appena uscito,dirò così, dall’ infanzia , accostavasia Giovan Domenico Ferretti, chiamato1 ’-l/no/a, per i tempi in cui fiorivaabbastanza distinto pittore, onde ap-prendere i principi del disegno. DiNove anni sapeva ragionevolmente di-segnare non solo , ma cominciava adeseguire coll’acqua forte e col bulinoi proprj disegni, e quelli che gli ve*vìvano da altri somministrati. Senten-dosi all’intaglio più che a tutt.altroinclinato, a quest o solo si consacrò e aldisegno, che nc è, siccome della pittura«della scultura, il’principale fondameli*to. 'Un’effigie di sant’Antonio eseguitadi nove in dieci anni lo fecero ri-guardare come un prodigio; ma egli #Non lasciandosi invanire dalle lodi 9non perdonava a fatica per avanzarenell’arte. Conobbe che per acquistareuna certa pastosità nell’ intaglio cdun armonica distribuzione del chiaro-scuro , era necessario saper maneggia*
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re anche i colori, onde si esercitòcontemporaneamente nella miniatura,dalla quale riconobbe il vantaggiosommo di saper tratteggiare con gra-zia il suo delicato bulino. Nè avevasolamente pratica crolla miniatura, maancora del colorire all’olio, nel qualgenere privatamente si esercitava pervedere 1* effetto della morbidezza chepuò il bulino con questo mezzo con-ciliare alle incisioni.
Era per la seconda volta venuto daParigi in Italia Giuseppe Wanger ce-lebre intagliatore c mercante di stampe,ed crasi stabilito in Venezia. Avevail Barilozzi ammirato ne ? suoi lavo-ri la più ragionata e bella maniera dieseguire a punta ed a bulino i sog-getti storici, ed a lui si diresse. Tro-vò nella sua scuola diversi allievi,tra i quali Filippart e Bojardi, egregiartisti che non pertanto furono su-perati da lui. Dopò alcuni mesi , neiquali Wanger lo impiegò ad incideread acqua forte i fondi di alcuni paesitratti da Marco Ricci e dallo Zucca-rellì, Bartolozzi pubblicò alcune stam*pe che lo fecero dovunque acclamare,ma principalmente in Milano cd inFirenze. Gli stampatori cominciaronoa gareggiare per avere dal Bartolozzivignette e frontespizj per ornamentodelle nuove letterarie produzioni chevedevano la luce; ed i mercanti distampe cercavano ad ogni costo diprocacciar credito alle loro collezionicon qualche sua incisione.
Ma la fortuna del valente intaglia-tore non cresceva in ragiono del cre-dito delle stampe, onde in età di tren-taquattro anni risolse di recarsi a Lon-dra, dove l’arte dell’ intaglio era insommo pregio tenuta. Colà trovòaperte al suo fertilissimo ingegno edall* incomparabile facilità d’esecuzionetutte le vie dell’onore e della fortuna;e di là si diffuse in breve in Italia, inFrancia, in Germania, in Olanda edin ogni parte d’ Europa quella prodi-giosa quantità di stampe, che fissaro-no invariabilmente la riputazione dicosi grande maestro. D* ordinario la