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Tomo primo.
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nardo. Fu egli in particolav modo ami-co di Cesare da Sesto, e la loro ami-cizia viene dimostrata dall’associazionede lavori. Dicesi, che avendo il Ber-nazzani dipinta una prospettiva in fon-do ad un cortile di signorile casa, vifacesse nella parte più bassa alcuneverzure, tra le quali vedevansi rosseg-giare molte fragole che in pochi difucouo tutte guastate dalle galline,c he le credevano vere. Che il Bernaz-

fcano facesse ogni sorta di erbe di fiori

frutta e di rettili e di crostacei edi animali affatto simili al vero, neChiamo sicura prova ne’ quadri sto-rici de’ grandi imitatori di Lionardo,c h* egli ornò di vedute di paesi bel-lissime, edi varie qualità di frutti e fio-ri. Devesì tra questi il primo luogoad una vasta tavola di Cesare da Se-sto rappresentante il Battesimo del Re-dentore, che ora forma il principaleornamento della Galleria dell’ illustrefamiglia Scolti di Milano, nella qualtavola fece il Bernazzani un maravi-glioso paesaggio , e vi aggiuuse nellaprima linea ed a qualche distanzaogni maniera d’erbe e d’arbusti trattidal vero cd uccelli bellissimi ed altriminutissimi animali. Ignorasi, comedi quasi tutti i grandi pittori mila-nesi del buon secolo, tutto ciò che ri-sguarda il privato vivere e gli annidella nascita e della morte di cosi il-lustre pittore.

BERNESI (N-) scultore torinese,che operava in sul declinare del di-ciassettesimo secolo e ne’ primi deldiciottesimo, fu 1’ autore della statua^presentante il sacerdote Anna nel-^ aito che viene presentato al suo tri —honale Gesù Cristo, in una delle cap-itile del santuario di Varallo.

BERNETZ {Cristiano) nacque in■Amburgo nel z 658 , apprese in patriaa dipingere fiori e frutta, indi recossia Roma piuttosto per trovar guada-gni che per acquistare nuovi lumi nel-1 arte. Èra in allora riguardato comeprincipe de’ pittori di Roma CarloMaratta , costretto a valersi nelle in-finite opere, che sempre aveva tra le

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mani, di molti aiuti. Non tardò ilBernetz ad avere accesso nel suo stu-dio. Da principio non gli affidava chequalche ornamento di frasche o di paeselontano j ma in appresso, conoscen-dolo di più difficili cose capace, va-levasene per le piccole figure ne’ fondidel quadro, e per altre cose , e larga-mente lo ricompensava. Dissero alcuniche il Maratta mercè Y aiuto di Ber-netz accrebbe merito tale ai proprjquadri, che molti lavori gli erano com-messi a condizione che vi facesse gliaccessori Gristiano, che morì nel 1722.

BERNIERI (Àhtokio) nacque in Cor-reggio di nobilissima famiglia nel i 5 i 6 ,e rapito dalla bellezza delle maravi-gliose cose che faceva il suo concitta-dino Antonio Allegri , recossi a Par-ma presso dì lui in età di diciassetteanni, quando aveva terminati gli studjdelle umane lettere. Grandi erano iprogressi che faceva sotto così eccel-lente artista, aiutato da naturale inge-gno e da indefesso studio 5 ed a ragionelusiogavasi di riuscire in breve valentepittore, quando immatura morte loprivò del maestro non appena era pas-sato un anno da che frequentava lasua scuola. Sembrando al Bernieri cheinutilmente cercherebbe compenso atanta perdita, sì pose da se ad eser-citarsi nella miniatura , e fu dei primidell’ età sua in questo genere di pit-tura, qualora non si voglia fare unaeccezióne a favore di Don Giulio Clo-vio. Era già maestro quando recassi aVerona per conoscere le pratiche diGirolamo dai Libri famosissimo mi-niatore , indi passava a Venezia e dilà a Roma, dovunque acquistando nuovilumi ed amici, tra i quali il Clovio ,ed altri illustri allievi di Raffaello ode ? 'suoi principali scolari. Avendo col-Y Allegri comune il nome e la patria,fu ancor esso chiamato Antonio da Cor-reggio ; dal che ne venne qualche con.fusione nella loro biografia, come puòvedersi nella copiosa vita dell’ Allegripubblicata dal professore Pungileone.Morì il Bernieri in patria nell’ anno1 565 .