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Tomo primo.
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BERNiGEROTTI (GiovanMartiwo)

di Lipsia fioriva avanti la metà deldiciottesimo secolo. Intagliò nel 1743il ritratto del celebre pubblicista Sa-muele Puffendorf e tutti i rami del-1 * Enriade e delle tragedie del signoredi Voltaire, per I* edizione eseguitasiin Dresda nel 17/(8; Ritratto di Gio-vanni Adolfo duca di Saxe Waissen-feld (il pezzo piu stimato), Cristianoprincipe di Danimarca, Giovanni Go-tifredo Richter ed altri molti d* illu-stri personaggi.

—— Giovanni Benedetto intaglia-tore non ricordato che dal biografo Hei-necke,

BER 1 VINI (cavalier Giovati Lorenzo)se avesse continuato in sulla via chescelta aveva nella prima gioventù uonsarebbe rimasto secondo a veruno degliantichi o moderni artisti. Nato in Na-poli due anni dopo che Pietro Berettiniebbe i natali in Cortona, furono l’unoe Y altro i primi dell’età loro; e comesi dà colpa al Cortonese d’ aver cor-rotto il buon gusto della pittura, nona torto viene accusato il Bernini diessersi allontanato dalle buone pra-tiche degli antichi e dai fondamentaliprincipj del bello nelle cose della scul-tura e dell’architettura; traendo, comeil primo , i suoi contemporanei e letre seguenti generazioni insula chinadel precipizio. Nessuu moderno archi-tetto o scultore ebbe vivente onori epremj maggiori del Bernini, come ve-run pittore ottenne nell* età sua mag-gior nome o piu utili commissionidel Berettini: ma l’uno e l’altro fu-rono poscia dalla posterità severamentegiudicati, sebbene le opere loro con-tinuino ad attestare la superiorità delloro ingegno.

Nato il Bernini in Napoli da padrescultore nel *598, fu condotto a Romadi già ammaestrato dal padre ne’prin-cipj dell’arte quand’appena usciva dallafanciullezza. Di quindici anni erasi digià fatto ammirare cou rare opere discultura;ed il gruppo à'Apollo e Dafnerammenterà ai più lontani posteri glistudj che sull’antico c sulle opere di

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Raffaello e di Michelangelo aveva fattiil giovanetto Bernini ; come il Deh'quio di s. Teresa mostrerà che nes-suno scultore poteva dare ai marmimaggiore 0 più delicata espressione. Noi*toccava ancora i ventidue anni che tuttele importanti opere di pittura e djscultura che si eseguivano iu Roma gl*venivano affidate; onde gli scultori egli architetti, che in grandissimo nu-mero dimoravano in quella capitale»erano costretti, per ottenere lavori, *porsi sotto la protezione del Berninidi modo che il solo Algardi, che pufera cosi valente scultore , potè averequalche grandioso lavoro senza pie -gare le ginocchia innauzi a Lorenzo-Auche l’architetto Borromìni osò di-chiararsi suo emulo, ma ebbe a soste-nere tante traversie e dispiaceri e mor-tificazioni, che io resero infermo e fuordi senno iu tal modo che attentò allapropria vita. E cosi grande spargevasiil nome di lui in tutta rincivilita Euro-pa, che Luigi XIV, disposto a terminarele grandi fabbriche del Louvre e deireali palazzi, volle, prima di dar manoa cosi grandi lavori, avere i consiglidi così riputato artista. Il viaggio daRoma a Parigi fu il trionfo, non delBernini, ma dell’ arte, perocché e l’Ita-lia che abbandonava, e la Francia chelo riceveva manifestarono V ammira-zione oud’ erano comprese per la suavirtù. In Francia fu ricevuto colle di-mostrazioni più lusinghiere , e qualinon sarebbersi accordate maggiori a so-vrano principe. Cent’anni prima l’uni-co Tiziano ebbe gli stessi ouori re-candosi da Venezia a Roma. Pochi mesisi trattenne il Beruini|iu Parigi, nè vifece opere di somma importanza, mai suoi consigli furono quelli del saggioartista filosofo, che sacrifica la propriagloria alla verità. Vostra Maestà , disseal grande monarca che lo aveva chia-mato, non può far cosa migliore, checontinuare il primo disegno del pa-lazzo del Louvre , che nè io t nè al-tri potrebbero suggerire piugrandiosoedifizio . Largamente premiato , e fe-steggiato toruò ia Italia, dove pieno