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cr> non Io superò. Questa lodevoleemulazione, che non alterò l’amiciziadegl’illustri emuli, riuscì loro ed al-1’ arte utilissima, essendo stata la prin-cipale cagione del reciproco inalzamen-to ai sommi gradi dell’arte. Le operedel Moretto si fanuo ammirare perleggiadria d’invenzione, per simmetricadisposizione , per nobile espressione ,per maestose arie di volto e per certatenerezza di tinte non comune ai raf-faelleschi. Lascio ai conoscitori il de-cidere , se per certi rispetti si ravvi-si nelle cose del Moretto lo stile al-quanto addolcito, ma meno grandio-so di quello di Giulio Romano. Ame sembra, per quanto grande esseresi voglia 1’ imitazione raffaellesca, cliene* quadri, e specialmente in quelli difigure al naturale , balzi agli occhi ilfondo della scuola tizianesca non so-lamente per conto del colorire, maancora dell’invenzione e del disegno.Nelle chiese ed in alcune signorili ca-se di Brucia e specialmente presso ilconte Teodoro Lecchi conservarci bel-lissime opere di quest’insigne artista,diverse di argomento e di tempi, altrinella reale pinacoteca di Brera in Mi-lano, come pure in Venezia ed altrove.Mori in Brescia in età di circa sei-sant’ anni.
BOOREN (Arnoldo e Gaspare fra-telli) nacquero in Dordrecht circail 1 55o, ed ebbero fama di eccellentiritrattisti. Non furono però di egualmerito, poiché il minor fratello Gaspa-re non pareggiò di lunga mano Ar-naldo, che gii fu maestro. Ma se nonfurono eguali di merito pittorico , lofurono per costante amore fraterno fi-no alla morte. Oltre molti ritratti ,fecero eziandio alcuni quadri di sto-ria intorno ai quali lavorarono in com-pagnia, onde fossero durevole testimo-nio della perfetta loro unione.
BORDONE ( Giacomo ) genovese ,studiò la pittura sotto Andrea ed Ot-tavio Semini, ed appena uscito del-la loro scuola , fece un quadro perprivata famiglia ed alcuni ritratti, chelo posero in grandissima riputazione.
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Perchè un suo condiscepolo , non po-tendo soffrire di vederlo preferito aquanti giovani pittori erano in Geno-va, e conoscendolo capace di fare ra-pidissimi progressi, gli diede una be-vanda avvelenata, che gli fece perderele facoltà intellettuali.
-Matteo, nato in Bologna
in principio del diciassettesimo secolo,diventò buon pittore quadraturista emediocre figurista, nella scuola deiFellini c di Gabriele Ferrantini. Poi-ch’ ebbe condottti a fine alcuni lavo-ri iu Lombardia, passò in Francia, edebbe subito commissioni di grande im-portanza-in diverse città, onde nontardò ad arricchire: e già disponevasia tornare in patria per passarvi in bea-to ozio gli anni della vecchiaia , quan-do, sorpreso da grave infermità, moriiu età di sessant’ annis
-- Paris nacque in Tre-viso di uobili parenti nel i485, e do-po aver apprese italiane c lutine let-tere in patria , studiò in Venezia lapittura sotto Tiziano Vecellio. Fu lun-go tempo in Frauda , dove ritrasseil re Francesco 1 ed i principali suoicortigiani, e condusse altre opere,che, come ben meritavano, furono ingrandissima stima tenute. Di ritornoiu Italia, potendo mercè le paternesostanze ed i guadagni dell’ arte agia-tamente vivere, stabili la sua dimoraiu Venezia , alternando V eserciziodella pittura colla musica, di cui, insull* esempio di Giorgione, grande-mente si dilettava , e celle belle let-tere che aveva costantemente coltivate.Tra le più pregiate opere di questosingolare artista ricorderò la Sacra ta-miglia fatta per il re di Francia , ilsan Sebastiano per la chiesa di santaCroce in Bellnno, la Madonna e s. Gi-rolamo in bellissimo paese per la chie-sa della Madonna presso san Celso inMilano , il Battesimo di Gesù Cristoche conservasi nella reale galleria diBrera nella stessa città, oltre un bel-lissimo ritratto di madama de Champe,ed altri moltissimi , che facilmen-te si scamhiauo con quelli di Gior-