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Tomo primo.
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lui medesimo ammaestrato nell’artesua,dipingeva così finitamente e coti tan-ta dolcezza, che niuno lo avrebbe cre-duto uscito dalla scuola paterna. Sgra-ziatamente erasi dato a colorire avan-ti di essere abbastanza fondato nel di-segno, perchè il padre gli dava ad ese-guire i propri cartoni : onde quando,mancato il padre , fu costretto a la-vorare sui propri disegni, piu non fucapace di farcosa degna del nome cheerasi acquistato. Moriva circa quindi-ci anni dopo il padre avanti il i^a5.

CACERES (Francesco Gines de) fio-riva in Madrid in sul declinare del di-ciassettesimo secolo, ed è comune opi-nione essere stato allievo di Gio. An-tonio Esca laute, di cui ne segui davicino la maniera. Tra le più rinoma-te opere di Francesco devesi il primoluogo al quadro della Concezione di-pinto per una chiesa di MadridCADES ( Giuseppe) nato in Romadi padre francese dopo la metà del di-ciottesimo secolo, mori di quaranta-nove anni nel presente. Ebbe questi ilpericoloso ingegno d’ imitazione nellecose del disegno, che poteva a piacersuo contraffare anche all* improvvisole fisonomie, il nudo, ì panneggia-menti , tutto ciò in somma che formail carattere de* più insigni disegna-tori. In prova di questa sua straordi-naria abilità riferirò un solo fatto per-fettamente avverato. Vantavasi in Ro-ma il direttore del reale gabinetto diDiesda di avere cosi profonda cogni-zione dello stile di Raffaello, da di-stinguere a prima vista i suoi origi-nali disegni da quelli de’suoi imitato-ri, fosse ancora opera de’suoi più il“lustri allievi. Cades, volendolo disin-gannare , fece un gran disegno di stileraffaellesco sopra carta affatto similea quella che adoperavasi nell 7 età delSanzio; e fattolo per interposta per-sona quasi clandcstinameute capitarutile mani del troppo confidente di-rettore, accompagnato da verosimileracconto intorno alla provenienza ed almodo cou cui fu miracolosamente sco-perto; questi racquistò esultante, sen-

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za avervi il menomo sospetto, per cin-quecento zecchini. Volle il Cades, ono-ratissimo uomo, resti tuirgli il danaroma costui, credendo che il venditoreavesse trovato miglior prezzo, ostina-tamente ricusò di restituire il dise-gno ; e sempre più si confermò nellapropria opinione. Allora il Cades glimandò quattrocento zecchini, dicendoche riterrebbe gli altri per prezzo del-la sua opera, lasciando in suo posses-so il disegno. Ma nulla volle riceve-re , ed il disegno di Cades fu postotra le più rare cose dell’insigne gabi-netto di Dresda come una delle mi-gliori opere del Sanzio. La morte del-1* acquirente mi lasciò in libertà dinominare il gabinetto ch’ebbe una cosisingolare opera, che per essere indu-bitato testimonio della virtù del mo-derno artista merita di essere tenutoin egual pregio che se fosse cosa del-l’antico. Il Cades copiò pure esatta-mente quadri di sommi maestri, o fe-ce a loro imitazione in modo di far-li credere antiche opere.

-TJ. valente intagliatore in

pietre dure operava in Roma in suldeclinare de! p. p. secolo , emulo deiPickler, dei Pazzagli, degli Amasti-ni, i quali furono maestri dei grandiintagliatori moderni , che non hannoche invidiare ai sommi artisti in talgenere del sedicesimo secolo , e forsepochissimo ai Pirgoteli ed ai Diosco-ridi.

CADIOL1 ( Giovanni) buon paesi-sta all’ olio , a tempra ed a fresco, sirese benemerito della pittura lombar-da, fondando in Mantova nel p. p. se-colo im'accademia di disegno, e pub-blicando una diligente descrizione del-le pitture che circa la metà del de-corso secolo si conservavano in unacittà , in cui furono capi scuola An-drea Mantegna e Giulio Romano.

CAFFA { Melchiorre ) nato nel-1’ isola di Malta nella prima metà deldiciassettesimo secolo, fu allievo inRoma di Ercole Ferrata. Grandi fu-rono le speranze risvegliate negli ami-ci delle belle arti dallo straordinario