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saio die invase quella celebre scuoladopo la morte de’ grandi maestri. Di-pingevasi allora la nuova sala del mag-gior Consiglio, ed il Lorenese fu cre-duto capace di aver parte a que’ lavoriin concorrenza de s migliori venezianiusciti dalle scuole di Tiziano, delTiu-toretto , del Pordenone s cc.
CHEViLLET (Giusto) nacque aFraucfort sull' Oder nel 1729, ed ope-rava ili Parigi nel 1795. Apprese inInghilterra ad intagliare a bulino.Passò poscia a Berlino, dove eseguì al-cuni lavori sotto Giorgio FederigoSchmidt , indi recossi a Parigi, e ter-minò i suoi studj sotto Giovanni G/or-gio ff'ille , che gli accordò in isposasua sorella. Credesi morto in sul fl-uire del p. p. secolo. Tra le molte suestampe di un bulino accurato e gra-zioso ottennero favore le seguenti :
Ritratto di le Noir luogotenente ge-nerale di polizia, tratto da Greuze.
La Giovane inglese che suona il pia-noforte, da un disegno di Badev.
La Giovane Civetta, da Jean Raoux .
La Morte del generale Moutealm, daIVatteau ,.
CHIAPPE (Giovàn Battista) natoin Novi nel 1723 , apprese in Romai principi della pittura , e di là re-catosi a Milano fece acquisto del ro-busto colorire lombardo. Di questopregevole artista, che dal biografo pit-torico genovese del p. p. secolo fu col-locato tra i migliori del Genovesato,conservasi una vasta tavola nella chie-sa di s. Ignazio di Alessandria, cherende piò vivo il desiderio di averemaggior copia di opere di questo mae-stro , morto in età di quarantadueanni.
CHIARI ( Giuseppe ) romano , eranato nel i 654 , e fu scolaro in Romadi Carlo Maratta. Nella sua lunga car-riera pittorica mostrossi costantemen-te fedele seguace del maestro ; ed eb-be in Roma cosi vantaggiosa opinione,che dopo la morte del Maratta gli fu-rono affidate le più importanti operepubbliche e private. Ma avanti chepotesse colorire le proprie invenzioni
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dovette terminare diversi quadri la-sciati imperfetti dal suo maestro e dalBerettoni. Grande è il numero deiquadri da cavalletto di sacro e profa-no argomento eseguiti per privati, especialmente per stranieri personaggi,desiderosi di portare alla patria loroopere di cosi distinto artista. Tra iquadri da chiesa all' olio viene singo-larmente pregiata un'Adorazione deiMagi posta al Suffragio; come traisuoi freschi vùn dato il primo luogoa quelli del palazzo Barberini e del-la galleria Colonna. Visse costantemen-te in Roma , dove mancò all* arte inetà di settantatrè anni.
-Tommaso, sebbene scolaro
ancor esso del Maratta fu assai lon-tano dal merito di Giuseppe , essendo-si limitato a colorire alcuni disegnidel maestro.
—--Fabrizio romano, studiò
da se la pittura coll'esaminare atten-tamente e copiare i dipinti de’sommimaestri. Fece non pochi lavori perluoghi pubblici e privati e morì disettantaquattro anni nel i 6 g 5 *
*-—— Giuseppe, non ignobile
scultore cremonese , fu allievo di Gia-como Bertesi e suo genero , e fiorìin sul declinare del diciassettesimo se-colo. Conservansi di questo artista duestatue in leguo nell’oratorio di s. Gio-vali Nuovo dell' orfanotrofio maschi-le di Cremona, ed altre tre nella cap-pella del Gesù iu s. Domenico. Ope-rava ancora in marmo, e si dice es-sere sua opera il busto in marmo delvescovo Alessandro Litta posto nellacappella della Vergine , detta del Po~polo , nella cattedrale di Cremona.
——— Giuseppe Antonio, ed
——— Antonio, il primo pittore ,1 ' altro scultore, operavano iu Cremo-na avanti il 1750.
—- Fabrizio , nacque in Ro-
ma nel 1721 , ed imparò da se un belmodo di tingere sopra i muri e sul-le tele : ed in tutto lo spazio di suavita fu adoperato dal pubblico e daiparticolari con universal lode. Fu pu-re intagliatore all’ acqua forte : ed e