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Tomo primo.
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CII

cosa notabile che il dottissimo Lanzin on lo abbia annoverato tra i pittori1 taliani. Mori in patria nel 1796.

Sue conosciute stampe.

Marte e Venere in un paesaggio,d‘d Poussin.

Venere che riposa, e Mercurio e mol-ti Amori , dal medesimo.

CHIARINI (Marc’ Antonio ) nacqueterritorio bolognese nel [ 65 a , esecondo la pratica di que’ tempi sifece a dipingere soltanto architetturee prospettive, nel qnnl genere non fudegli ultimi , perocché andò piu iu làche uou faceva la comune de’quadra-turisti , e le pitture di prospettive afresco ed all’ olio sapeva animare conbelle figure. Dipinse in Vienna insie-me al Lanzani il palazzo del principeEugenio di Savoia , e condusse altreminori opere. Bologna conserva tutta-via quadri di prospettive all* olio eda tempra, riguardati lungamente comeottimi esemplari del buon gusto deldisegnare e del colorire degli antichi.Mori di settantotto anni nel 1730.

CHIAVISTELLI (Jacopo), allie-vo del Colonna , nacque in Firenzenel 1G18 , e fu inventore d’ una nuo-va scuola di quadratura ed ornato dipiù ragionevole e temperato gusto diquello de* frescanti dell’ età sua. Con-servatisi in Firenze alcune singolarisue opere , e tra queste si dà il primoluogo alla sala del palazzo Cerretani.Ecce pure molti quadri di prospettiveall’olio 5 ed ebbe tali allievi, che avan-ti e dopo la morte di lui mantenneroi» onore la sua scuola. Morì ili etàdi ottant* anni.

CHIESA , o CESA (Matteo) diBelluno operava in patria nel quat-tordicesimo secolo. Conservausi nelbattistero della sua patria alcune pre-gevoli pitture a tempera , alcune benconservate, altre in istato di deperi-mento, le quali attestano il suo stu-dio per accrescere perfezione nell arte,e c* inducono a sospettarlo scolaro oimitatore di Giotto , che lungamentesi trattenne in Padova td in altri vi-cini paesi.

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-Silvestro genovese, nato

circa il i625 f fu scolaro di LucianoBorsone , dal quale era sommamenteamato, perchè aveva da natura sor-tito un umore gioviale e faceto comei! suo. Molte opere fatte appena uscitodalla scuola di Luciano , e molti ri-tratti somigliantissimi lo fecero an-noverare tra i buoni artisti di Geno-va , ma sorpreso dal contagio che in-fierì rn quella città nel 1667, mancòin troppo verde età alle speranze cheaveva fatto concepire grandissime del-la sua virtù.

CHIFLET (N.) rinomato scultorefrancese del diciottesimo secolo, avevadi già nome di valente artista quan-do unitamente a Guibal ebbe 1 ’ in-combenza di erigere sulla reai piazzadi Nancy il grandioso magnifico mo-numento a Luigi XV. Sebbene, se-guendo l’usanza, fino dai tempi diLe Brun stabilita in Francia , di ef-figiare i re all'eroica con un immen-so paruccone inanellato, abbiano fattocosa che ripugna alla ragione ed albuon gusto, non perciò si negheràagli autori di quest’opera il merito diun'accurata esecuzione.

CH 1 NET ( Giovai, m ), fonditore inbronzo francése, operava in Venezia nel-l’anno i 633 , avendo in tale anno fusi,in compagnia di Marino Fcron , ibassi rilievi modellati da Nicolò e Se-bastiano Roccatagliata per la sagrestiadella chiesa di s. Moisè.

CHIODAIUOLO ( Giovak Maria )uno de’ più illustri allievi di France-sco Francia, e tale da sostenere sen-za scapito il confronto degli Asperti-ni e dTnnocenzo da Imola, operavain Bologna avanti la metà del sedi-cesimo secolo; ma per essersi stretta-mente attenuto alla maniera del mae-stro, che non aveva saputo intera-mente spogliarsi di ogni avanzo del-V antico stile , rimase in parte oscu-rato dagli allievi delle nuove scuolebolognesi.

GHIOZZI (Francesco) nato in Ca-salmaggiorc circa il 1750, apprese iprincipi della pittura in Bologna ;