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Tomo primo.
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si parlerà delle sue opere di pittura.Si dice che ntl 1^98 ritrasse due vol-te se stesso > e nel i5oo di nuovo sestesso e l* madre. Si mostrano qua*dri di Alberto portanti la sua cifra eTaimo i 49°* € tra questi uno rappre-sentante un vecchio con berretto nero.Ma quali sono i grandi maestri cuinon si attribuiscano opere per lo me-no incerte, o fatte da altri a loro imi-tazione ? Ma sarebbe temerità il ren-dere sospette tante opere d’ Alberto ,che da due secoli e forse più forma-no 1’ ornamento di non poche insigniquadrerie. Scendiamo ai quadri menodubbiosi. Il primo quadro storico èun'Adorazione dei Magi fatta nel i5o4.Dipinse nel i5o6 una Vergine coro-nata dagli angeli , e nel susseguenteanno pubblicò il grau quadro di Ada-mo ed Èva , figure grandi al vero. Siconoscono una Crocifissione del i5o8,il quadro simbolico fatto ntl i5iirap-preseutauteuu cielo con un Cristo pen-dente dalla croce, sotto la quale stan-no l 1 imperatore, il papa, i cardinalied altri, e nel paese il ritratto dcl-V autore coll’epigrafe — Albertus Da-rei' Norìcus anno de Virginis parla1 5 i 1.

11 gran quadro di Adamo ed Èvasi conserva nella reale galleria di Fi-renze , nella quale vedonsi due bell s-sime teste a tempra degli apostoli Fi-lippo e Giacomo, e un quadro in ta-vola rappresentante il Redentore collemani legate, e dal ginocchio in su ecolle inferiori parti nel sepolcro , r duna Pietà con figure circa un terzodel naturale. Molte opere possono ve-dersi nella imperiale galleria di Vien-na, ed altre nelle principali quadreried’ Italia e d’ Oltraoionti. Fu Albertod’ animo grande e generoso , amicissi-mo di quanti artisti suoi contempora-nei sapevano distinguersi , ed in par-ticolare di Raffaello d ! Urbino, al qua-le mandò in dono il proprio ritrattofatto sopra una bianca tela d’acquerel-lo , e ne fu corrisposto d’ alcuni di-segni fatti di propria mano dal San-zio. Mosso dallo stesso affetto delfar*

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te e de* professori., volle visitarei piùcelebri artisti de’ Paesi Bassi e vedere1’ opere loro, e particolarmente quelle

di Luca d’OIanda, chetino dal i 5 c >9aveva cominciato a dare lodevoli sag-gi co*suoi intagli, i quali per certo,sebbene in disegno non arrivassero al-la bontà di quelli di Alberto , gli fu-rono alquanto superiori in diligenzae delicatezza. Accadde in tale occasio-ne , che al primo vedere che fece Al-berto 1* aspetto di Luca, che era di per-sona piccolo e sparuto, forte si ma-ravigliò come da uno , per cosi dire,aborto della natura potessero uscireopere di tanta eccellenza. Di poi ab-bracciatolo cordialmente , stette conlui qualche giorno con grande dome-stichezza. Oltre l* affetto degli artisti,seppe Alberto colle sue virtù acquistar»si ancora la stima dei grandi che ga-reggiarono nell’ ouorarlo e premiarlo.Dicesi che Massimiliano, avo di Car-lo V, faceva un giorno disegnare so-pra una muraglia alcune cose ; e per*che queste dovevano avanzarsi sul mu-ro alquanto più di quello ch’egli giu-gmr poteva colla mano , uon essendoallora in quel luogo altra comodità,comandò f imperatore ad un cavalie-re di robuste membra quivi presente,di porsi per un poco piegato a Urràa guisa di ponte , oude Alberto mon-tato sopra di lui, potesse arrivare col-la mano ove faceva di bisogno. 11 ca-valiere , nou osaudo ricusarsi agli or-dini del sovrano , ubbidì ; ma però so-praffatto da insolita confusione noi*lasciava di dare alcun seguo colla tur»bazione dell’ aspetto di parergli strati*cosa , che un cavaliere dovesse servi-re di sgabello ad un pittore : di eh®avvedutosi Massimiliano, gli disse,che Alberto a cagione di sua virtù et*assai più nobile d’ un cavaliere, e eh®poteva bene un imperadore di un vi'le contadino fare un cavaliere ,non già di un ignorante un uomo co»*virtuoso.

Dalla scuola di questo grande ar fe 'fìce uscirono eccellenti artisti » equesti Aldograve da Norimberga»