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Tomo secondo.
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il cardinale Scipione Borghese entrola Villa Pinciana quel palazzinopiuttosto di buona pianta , che sa-rebbe più bello che non è, so nonfosse soverchiamente ornato di statuee di bassi rilievi, che non permet-tono di fissar l’occhio, nè lascianoluogo a riposo.

FIASELLA ( Domenico) dal no-me della patria chiamato il Sarzana.Nacque T anno 1589 da civili pa-renti, che lo destinarono agli studjdelle latine ed italiane lettere. Tro-vavasi di que’tempi nella chiesa deiDomenicani di quella città una bel-lissima tavola di Andrea del Sarto;della quale il fanciullo s’invaghì inguisa, che avendo veduto taluni di-segnarne le ligure colla penna, co-minciò anch’egli, come meglio pote-va, a far lo stesso; perchè conosciutadal padre la sua inclinazione perla pittura, prudente com’egli era,non voile contrariarlo, c condottoloa Genova, lo acconciò con GiovanBattista Paggi , che in sul caderedel sedicesimo secolo aveva nomein Genova di singolare pittore.Passòin appresso a Boma , dove si trat-tenne dieci auni, studiando le cosedi Raffaello e di altri maestri ; fin-che il Passignano , poscia il cavai.d’Arpino lo presero per loro ajutonelle grandi opere che stavano al-lora conduceudo. Di ritorno in pa-tri^ ebbe importanti commissioniper Genova e per altri luoghi, perterminare le quali fu costretto a va-lersi dell’opera di alcuni suoi allie-vi. La quale pratica fece gran tortoad un artista di non comune me-rito ; perocché possedeva facilitàgrandissima d’ invenzione, castigatodisegno , vaghezza , senza manieri-smo di colorito ; oltreché sapeva ,secondo i soggetti che rappresentava,imitare senza stento lo stile ora diuuo, ora d'altro maestro. Tenendodietro alle diverse sue maniere , ilLanzi lo trovò raffaellesco in unS. Bernardo a S. Vincenzo di Pia-cenza; caravaggesco nel S. Tommaso

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di Villanova a S. Agostino di Ge*nova; seguace di Guido nella Stragedegl’ Innocenti del duomo di Sar-zana ed in un Gesù bambino dellagalleria arcivescovile di Milano ;altrove di Annibaie Carracci , ec.Una delle sue migliori opere è ilS. Paolo primo eremita , che stavanella chiesa delle Agostiniane di Ge-nova. Nella casa Remedi in Sarzanaed in molte quadrerie di Genovaconservansi del Fiasetla alcuni qua-dri tutti pregevoli, ma non egual-mente pregevoli. Morì in Genovanel 1669.

F1CATELLI (Stefano) nato inCento circa il 1650, fu allievo del-l’illuslre suo compatriotto GiovanFrancesco Barbieri. Dicesi che ab-bia in più luoghi condotte ragione-voli opere di sua invenzione , maquelle che lo fecero vantaggiosamen-te conoscere sono le fedelissime co-pie delle pitture del maestro , cheposte al paragóne degli originali ,lasciano talvolta indecisi i più finiconoscitori. Morì ne’primi anni deldiciottesimo secolo.

F1CIIERELLI (Felice) fiorenti-tino, nacque l’anno 1605, e fu al-lievo di Giacomo da Empoli. Finodalla prima gioventù fu chiamaloFelice Riposo perchè era d’ indolequietissima, ed agiatamente trattavaogni sua faccenda. In conseguenzadella riposata sua natura condussea fine pochissime pitture, tna questesono tali , che ben possono servireper esemplari non solo per contodella pittorica diligenza, ina ezian-dio per rispetto allo stile semplice,naturale ed aggraziato. Il suo S.Antonio a S. Maria Nuova e 1’ A-damo di casa Riuuccini sono forsele più belle opere che di lui si tro-vino in Firenze, nè so che altre ven’ abbiano in altre città. Morì nel1660.

FICQUET (Stefano) nato inParigi nel 1731, acquistò nome tragl’intagliatori dell’ età sua per unaRaccolta di Ritratti di celebri lct-