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Tomo secondo.
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della finezza e dello spirilo ohe Iocaratterizzano. Abbiamo altrove par-lato dei bassi rilievi in argento dellachiesa di S. Giovanni di Firenze,intorno ai quali lavorò Finiguerra« tant’altri scultori ed argentieri fio-rentini.

Nella reale galleria di Firenze siconservano circa cinquanta disegnicoloriti all’acquerello da Maso, edisignori Heineken ed Huber ricordanoVentiquattro stampe di diverse dimen-sioni. Altre opere gli sono attribuiteda altri scrittori, delle quali omet-tiamo di parlare per amore di bre-vità. Chi desiderasse più circostan-ziate notizie può ricorrere all’operadell’abate Zani -Materiali per servirealla storia dell’origine e de’progressidell’incisione in rame ed in legno ,pubblicata in Parma nel 1802.

FINLAISON, o FINLAYSON (I)nato in Inghilterra nel 1730, erasistabilito in Londra avanti il 1770.Fu valente disegnatore ed intaglia-tore in maniera nera , ed il nonmolto numeroso catalogo delle suestampe di ritratti edi argomenti sto-rici contiene cose assai ricercate a ca-gione della bellezza dell’esecuzione,del quale offriamo le principali opere

Ritratti di Lord Gardross, da Gio-suè Raynolds.

——Signora Zamperini nella par-te di Cecchina, ossia buona figliuola.

—— Lady Elisabetta Melbourne,da Raynolds.

— Guglielmo Drumond storio-grafo e poeta scozzese.

— Duca di Northumberland ,da Hamilton.

- Duchessa di Glocester , daRaynolds.

— Ladì Carlotta Spencer, dallostesso.

— - Miss-Veyngard, dallo stesso.

Ritratto di Gertrude viscontessa

d’Villers, eseguito nel 1773.

Candauie re di Lidia in atto dimostrare nuda al suo favorito Gigela regina che esce dal bagno, di suainvenzione.

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FINOGLIA (Paolo Domenico)nacque in Orla, città del regno diNapoli, e fu uno dei buoni allievidella numerosa scuola dello Stan-zioni, risguardata come l’officina dacui si propagò in Napoli lo stile ca-raccesco. Fu il Finoglia pittore dimolta espressione, castigato, fecondodi belle invenzioni e partiti, comene fanno luminosa testimonianzanella certosa di Napoli la volta dellacappella di San Gennaro e la saladel capitolo, dove si conservano al-cuni suoi vaghissimi quadri. Morinel 1656.

FIORA ( Niccolò ) trovasi de-scritto nel catalogo dei pittori diRoma dell’anno 1666, e perciò solocompreso nell’Abbeccedario dell’P.Orlandi, senza accennare veruna suaopera.

FIORE ( Colantonio del ) cele-bre pittore napolitano, operavaavanlila metà del sedicesimo secolo. Dallepoche cose di lui conservatesi finoai tempi del biografo pittorico diNapoli, il celebre Domenici, appa-risce inferiore di merito a’suoi con-temporanei di altre città d’Italia ,onde nasce fondalo sospetto, che innella vasta capitale abbia 1’ arteormilo un intero secolo. Vero èbensì che nelle ultime opere Colan-tonio si mostra alquanto più ingen-tilito , come ne fa testimonianza ilS. Girolamo, che del 1436 fece peri Conventuali di Napoli : pitturapiena di verità, nella quale tralucequalche lampo foriero di modernostile.

- ( Francesco del) nato poco

dopo il 1350, fu, per i tempi in cuivisse, uno de’ più rinomati pittoridi Venezia ; dove non resta alcunasua opera, bensì l’onorata sua tombane’Santi Giovanni e Paolo, con epi-taffio in versi latini , dai quali ap-pare essere morto nel 1434. Fu suofigliuolo

- (Jacobello del) che sol-

levossi a maggiore celebrità del pa-dre. Era Jacobello di già pittore nel