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1401 ; nel quale anno colorì unatavola a S. Cassiauodi Pesaro, doveconservasi un’altro suo quadro di-pinto nel 1409 coll’epigrafe: Jaco-petto de Fior. Nel 14o2 faceva aCeneda per commissione di quel ve-scovo, Antonio Corner, la stupendaCoronazione di Maria Vergine, chevedesi in duomo, nella quale intro-dusse tanta copia di figure, che lafece chiamare la pittura del Para-diso. È noto che nel 1436 dipinsein Venezia una Madonna, ora esi-stente nella galleria Manfrini, e chenel 1421 vi aveva pur fatta una Giu-stizia in mezzo a due Angioli percommissione del Magistrato de Pro-prio. A quest’ egregio pittore devel’arte moltissimo per essere egli statouno de’primi che si attentasse a farfigure di grandezza naturale, dandoloro bellezza, dignità e certa qualesveltezza e movenza, che cercasi in-vano nelle opere de’suoi contempo-ranei. Servendo egli alla costuman-za de’tempi, caricò di ornati d’orole vesti delle sue figure, forse nonperchè non si accorgesse del tortoche questa pratica faceva alla verabellezza , ma per non vedere dalvolgo i suoi quadri posposti ad al-tri, sebbene di lunga mano infe-riori per intrinseco merito pittorico,perchè più riccamente ornati. Sefosse veramente suo, come da moltiviene creduto, il quadro alla Caritàin Venezia, ora palazzo dell acca-demia di Belle Arti, converrebbeprotrarre la sua morte oltre il 1446;ma dietro accurate indagini di dottis-simi uomini sembra dimostrato ap-partenere a pittore più moderno diJacobello.
FIORENTINO ( Tomm aso ), fuuno de’molti pittori di grotteschi ,che allettati dalla gloria, che in talgenere di capricciose pitture cransiacquistala Morto dal Fellre e Gio-vanni da Udine, si sparsero allametà del sedicesimo secolo per tuttal’ Europa. La moda che adesso in-valse piucchè mai di ornarne non
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solamente le privale camere, maperfino i templi più augusti, mi vie-tano di rammentare le giudizioseconsiderazioni di Vitruvio intornoal delirio da cui furon presi i Ro-mani per cosiffatte stranezze. Tom-maso andò in Ispagna, dove tra lemolte opere di sua mano manten-gonsi tuttavia i grotteschi dal pa-lazzo d’ Alva , ed un suo ritrattonel reale palazzo di Madrid por-tante la data del 1521.
—— ( Giuliano ). V. BugiardinoGiuliano.
- (Michele ). V. Aberti Mi-
FIORENZA (Tommaso da) re-cossi in età ancora fresca nelle Spa-gne. Dipinse nel palazzo del ducad’Alba di Tormes una piccola gal-leriS , e la rotonda che è nella torre,ornando la cupola di questa conmedaglie rappresentanti animali edaltri oggetti con ottimo gusto. Di-cesi che seppe unire la bellezza allaprecisione. Leggesi nella galleria laseguente iscrizione ; illustrissimaeMarie Firdinandi ducis conjugicariss. et comilis Albae Listicae fi-lale felicissimae non labore C. D.Thomas Fiorentini ^,
—— maestro napoletano , cheoperava in sul declinare del se-colo nono e ne’ primi anni del sus-seguente, credesi comunemente l’au-tore di molti antichi crocefissi inlegno e di alcuni monumenti se-polcrali, che tuttavia si conservanoin Napoli.
FlOBl (Cesare) nato in Milanonel 1656, lu scolaro di Carlo Cane,il quale tenendo a proprie spesescuola di nudo in sua casa , se nonvalse col proprio esempio a richiama-re a miglior stile che uou era quellodel Morazzone , i suoi scolari, potòaccostumarli a uou lavorare di pra-tica , come nell’ età sua si comin-ciò a fare spezialmente dai frescanti.Fu Cesare il meno cattivo allievodi questo mediocre maestro. Morìin pallia ud 1702,