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Tomo secondo.
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non molti mesi per recarsi a Roma,dove studiò I’ aulico sotto la dire-zione di Giacinto Brandi. Fiorivanoallora in Roma Carlo Maratta e po-chi altri distòlti pittori, che vedendole ottime disposizioni del giovinettoHidalgo, gli furono de’loro consigliliberali e delle loro istruzioni. Diritorno in Spagna, stabiliva la suadiinora in V alenza, dove non tardòa farsi vantaggiosamente conoscerecon alcuni pubblici e privati quadri.Recavasi poscia a Madrid, chiama-tovi a dipingere un quadro per l'o-ratorio del re, che gli procacciò gliapplausi di tutti gli artisti della capi-tale,lranne il Palomino, die mal sof-friva le lodi profuse al Garcia, per-chè amico del suo rivale Carrenno.Da questa rivalità ebbe comiucia-mento la nimicizia di due cosi distintiartisti , cagione di gravi scandali.Garcia fu dall'inquisizione nominatocensore delle pitture pubbliche, enel 1705 pittore del re. Mori, nonè ben noto in quale anno, nel con-vento di S. Filippo, dove erasi ri-coverato per passare gli ultimi annidella vecchiaja nella tranquillità delritiro. Trovansi i più notabili suoiquadri in Valenza , in Madrid , aSant’ Yago, ec.

GARCIA DE MIRANDA (Gio-vanni) nacque in Madrid nel 1677, efu allievo di Giovanni Delgado. Lasua conosciuta abilità nel ripararei quadri, lo fece dalla corte desti-nare al ristauro de’quadri danneg-giati in occasione dell’incendio delreale palazzo di Madrid, che distrussee guastò tante eccellenti pitture nel1734. Filippo V lo compensò dellesue fatiche nominandolo nel susse-guente anno suq pittore. Era il Mi-randa nato senza la mano destra ,onde facevasi attaccare la tavolozza,e dipingeva colla sinistra. I suoi piùriputati quadri sono quelli rappre-sentanti la Concezione di MariaVergine. Mori nel 1749. Era mortoda pochi anni suo fratello

—— (Niccola.), c\ji egli stesso

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aveva ammaestrato nella pittura.Questi si diede al paesaggio , nelqual genere quasi raggiunse Pietrolfodriguez de Miranda.

—— REYNOSO ( Antonio) natonell’ Andalusia nel 1623, appresegli elementi dell’arte da SebastianoMartinez; ma improvvisamente ab-bandonata la scuola di questo mae-stro , fecesi a lavorare di suo capric-cio. Poi che ebbe dimorato alcuntempo in Anduxar, dove per viverefaceva delle dorature ed altri lavoridi semplice ornamento, recossi aCordova, sperandodi trovare in cosìdoviziosa e mercantile città assai piùlavori che non in Anduxar; ma latrovò ricca di pittori assai più va-lenti di lui. In così difficili circo-stanze ridotto, prese a fare disegnidi faceto argomento per orefici escultori in legno, che gli davano sot-tili ma giornalieri mezzi di sussi-stenza. A dispetto di così trivialilavori il biografo pittore delle Spa-gne, Palomino Velasquez suo con-cittadino , gli accorda molto meritod’invenzione, ed uno straordinarioingegno nell’armonizzare con certicieli leggieri e ben variati le suecomposizioni.

— SALMERON (Cristofano)nacque in Cuenca nel 1603 , e sifece pittore nella scuola dell’Orrentesenz' essere mai uscito dalla cittàpatria. Era dunque cosa ovvia, pernon dir necessaria , che disegnassee colorisse in sul làr del maestro.Incaricato di dipingere, per ordinedi Filippo IV, la Caccia dei Toridatasi in Cuenca per festeggiare lanascita di Carlo II, ebbe la fortunadi piacere al re , che lo chiamò aMadrid in qualità di suo pittore.Mori in quella capitale nel 1679.

G ARDI NEH (Guglielmo) na-cque a Dublino nel 1766, ed appresei principi del diseguo nella realeaccademia di Dublino. Recatosi 3Londra s’acconciò da principio conun pittore ritrattista , poi entrò >"una compaguia di comici, che pres* 0