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Tomo secondo.
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leva crearlo suo pittore, e tornato iopatria si accasò con una ricca giovane:perchè vedendosi ricco , ed inoltredistratto dalle cure della domesticaeconomia , poco più dipinse dopotal’ epoca : non pertanto volle am-maestrare nell’arte propria suo figlio

GARBIER1 (Cablo), che pochecose compose dopo la morte del padre,accaduta nel 1654. Anzi non per-metteva che si esponessero al pub-blico le cose ch’egli faceva, dicendoche operava per diletto , e che co-noscevasi troppo da meno del padre.Pure si disse, che, se avesse continuatigli studj della pittura, e vi si fossecontinuamente esercitato , avrebbepotuto uguagliarlo. Mori in sul fi-nire del diciassettesimo secolo.

GARBO (Raffaellino del), natoin Firenze nel 1466, fu scolaro diFilippino Lippi, e rosi valente sco-laro , che dipingendo in una cap-pella della Minerva in Roma alcuneglorie di angeli, vinse di lunga manoil maestro, che vi aveva dipinte al-cune storie di S. Tommaso. Anchea Monte Oliveto di Firenze fece unaRisurrezione di piccole figure tantograziose, mosse con leggiadria , ecolorite con tanta freschezza, darendere ragione del soprannome chegli fu dato del Garbo. Ma questovalente artefice, essendosi accasatocon una femmina che lo rese in brevepadre di numerosa famiglia, comin-Cl °, per bisogno di guadagno, a strap-pazzare in modo la professione, chea, *dò di mano in mano perdendo tal-lente il credito , da mancargli lecommissioni ; onde morì miserabile1(1 età di 58 anni.

. GARC1A (Don Barnaba), natoln Madrid nel 1679, apprese Farlesotto Giovanni Delgado ; uscendodalla di cui scuola fu chiamato acorte per opere di non molta impor-tanza. In appresso dipingeva i quat-tro Dottori in una chiesa di Alcalade Ilenarcs, ed in quella di S. Fi-

hppo Neri di Madrid, ove morì nel17o1.

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—— (Francesco) fioriva ne’pri-mi anni del diciassettesimo secolo,nella quai’ epoca dipingeva entro lacappella dei marchesi Velez, nellacattedrale di Murcia , un S. Lucain alto di scrivere, che fu veramenteassai bella opera. Vi si legge a’piediscritto in grandi caratteri : Sotto ilpontificato del massimo Paolo V ,sotto il regno di Filippo 111, e perordine del marchese don Pietro Fa-cardo di Requescens y Velez, Fran-cesco Garcia suo pittore fece questoquadro , che si finisce e si pone inquesto luogo il 15 ottobre del 1607.Ecco quanto è noto di quest’artista.

- (Gregorio) fece nel 1676

un quadro per l’altar maggiore dellaparrocchia di Cuec presso Toledo ,rappresentante una Maddalena, chelo dimostra più che mediocre pit-tore.

- ( Michele e Girolamo) ge-melli esercitarono ambidue la pitturae la scultura, e furono l’un e l’altrocanonici di S. Salvatore in Granata.Dalle loro opere si conosce che imi-tarono assai da vicino la maniera diAlfonso Cano, ond’è probabile cheuscissero dalla sua scuola.

- FERREI! (il dottor don

Pedro) nacque in Alconizza d’Ar-ragona , ed operava circa la metàdel diciassettesimo secolo in Valenzaed in Madrid di cose di architetturae prospettiva, che gli acquistaronobuon nome. Si fece pure a dipin-gere storie e ritratti, ma non operòmolto. Aveva in patria una nume-rosa e scelta collezione di quadri,che fu poi ad altissimo prezzo veu-duta da’ suoi eredi.

-HIDALGO (Don Giuseppe).

Sebbene egli stesso abbia scritte al-cune memorie intorno alla propriavita, non sappiamo dove, nè quandosia nato. È per altro probabile checontasse 14 in 15 anni quando l’an-no 1670 entrò nella scuola del ca-valiere Vìllacis in Murcia , dallaquale passò ben tosto sotto al Gi-larte, che pure abbandonava dopo