Band 
Tomo secondo.
Seite
149
JPEG-Download
 

GA

cosa veramente singolare che ci ri-mangano così scarse ed incerte me**m>ne. Ben ci compensano di talemancanza le immortali sue opereesistenti a Piacenza a canto a cfuelledel Pordenone, alla Steccata in Par-ma, il quadro che fu già a S. Pietroa Po in Cremona, rappresentante lamoltiplicazione dei paui ; 1’ altroveramente tutto correggesco rappre-sentante il Presepio nella secondacappella a sinistra entrando dellachiesa di S. Pietro sovracitato , eche portato a Parigi , fu restituitoal suo luogo nel 1815; il gran qua-dro dell’ Assunta nella cattedraledella stessa città, da Bernardino di-pinto per comune opinione colla si-nistra mano, ed ultimo suo lavoro,lasciato imperfetto nei 1575, «pocadella sua morte. Altri quadri ci ad-dita di cosi grande maestro lo Zaistesistenti nella patria di lui ed in piùaltre città , i quali tutti fanno lu-minosa testimonianza del sommo suomerito. Un quadro perfettamenteconservato, rappresentante il Prese-pio, vedesi presso il signor AntonioBozzoni in Milano.

GATTI (Girolamo) nato a Bolo-gna nel 1662 applicossi nella primagioventù allo studio della musica, edaveva acquistata fama di valentesuonatore di violino , quando ab-bandonò quest’ arte per darsi allostudio della pittura. Ammesso nellascuola di Marc’Antonio Franceschini,vi fece rapidissimi progressi ; maSebbene non fosse povero d’imma-ginazione e d’invenzione, preferì ilpiù facile mestiere di copiare i quadridel maestro. Non è perciò a credersiche non abbia fatti ancora quadri dipropria invenzione. Da alcun! bio-grafi pittorici gli si attribuisce unbel quadro rappresentante la Corona-tone di Carlo V, e nelle quadreriedi Bologna conservansi altri piccoliquadri. Morì in patria nel 1616.

(Olivieri) pittore ed inta-gliatore, nacque in Parma nel sedi-cesimo secolo, gd andò a dimorare

GA 149

in Bologna, dove vi si trovava daoltre trent'anni, quando fu nel 1616aggregato all’ accademia di pitturadi questa città. Aveva appresa l’artedell’intaglio da Gian Luigi Valerio;o se non raggiunse in merito il mae-stro, tanto gii si avvicinò, che alcunedelle sue stampe non sono menoricercate di quelle del Valerio.

—— ( Fortunato ) parmigianooperava circa il 1650 in patria, doveperaltro non fece cosa che lo sollevidall’ ingrata mediocrità.

—— ( Tommaso ) di Pavia, na-cque nel 1642 , e poi ch’ebbe ap-prese i principj dell’ arte in patriasotto mediocre pittore, andò a ter-minare i suoi studj in Roma. Diritorno in patria, mostrossi sufficien-te pittore di pratica , ed ebbe fre-quenti commissioni spezialmente'perlavori a fresco. Tenne numerosascuola, dalla quale uscì quel Marc’Antonio Pellini/ elle di lunga manosuperò il maestro. Mori Tommasoin patria nel 1718.

- ( Gervasio) nato probabil-mente in Cremona , dov’ ebbe co-stante domicilio la famiglia di Ber-nardino, il più illustre tra i pittoriGatti , e zio di Gervasio, che, ac-coltolo nella propria scuola, amoro-samente lo istruiva ; ed invece diproporgli, come altri fanno, le pro-prie pitture per esemplari da imi-tare, mentr’egli dipingeva alla Stec-cata , gli faceva studiare in Parmala cose del Correggio, ed in Cremonaquelle del Pordenone. Chiarissimotestimonio dei progressi fatti nellascuola dello Zio furono il S. Seba-stiano eseguito da Gervasio a S. Aga-ta nel 1578, ed il Martirio di S. Ce-cilia con una gloria d’Angeli tuttadi maniera correggesca, posta in S.Pietro della stessa città. Altre operetutte pregevoli, sebbene di non egua-le merito fece Gervasio in Cremonaed in altre città, che dai meno in-telligenti facilmente si confondonocon quelle di Bernardino, non maicon quelle di