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Tomo secondo.
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i ritratti in miniatura della famigliadel gran duca di Toscana e di altriprincipali signori di Fireuze , ovelungamente si trattenne, finche ri-solse di passare in Roma gli annidella matura vecchiaia.

GASPARINI ( Gaspare) di Ma-cerata, fuori della sua patria troppomeno conosciuto che non lo meritala sua virtù, imparò a dipingere perpassatempo da Girolamo di Sermo-neta. Molte opere lasciò in patriapubbliche e private , tra le qualipregiatissimo è il quadro delle Stim-mate nella chiesa de’ Conventuali.Altri quadri fece a S. Venanzio diFabriano, mostrandosi in quali più,in quali meno non infelice imitartore di Raffaello. Operava circa il1585.

GASSEN ( Francesco ) nacquenella Catalogna in sul cadere delsedicesimo secolo, e dipinse a con-correnza di Pietro Cuquet i quadridel chiostro di S. Francesco di Paolain Barcellona. Condusse lodevol-mente una Storia di S. Agostino peril convento del suo ordine ; ed al-trove fece altre più o meno pregiateopere, finche cessò di vivere in Bar-cellona in età di 60 anni, nel 1658.

GASSUL ( Agostino ) appresegli elementi della pittura in Valenzasua patria; indi passò a Roma, dovefrequentò la scuola di Carlo Ma-fatta. Le migliori sue opere si con-servano in Valenza , luogo di suastallile dimora dopo il ritorno daRoma. Fu buon coloritore, ma assaipieno castigato disegnatore del suoillustre maestro. Mancò all’arte neiprimi anni del diciottesimo secolo.

GATTA (Don Bartolommeo del-la ) celebre monaco camaldolese ,nato nel 1408, era stato ammaestratonel monastero degli Angeli di Fi-renze piuttosto nella miniatura chenella pittura. Nominato abate di S,Clemente iti Arezzo , fece colà di.v erse cose di miniatura e di pittura,delle quali si conservavano tuttaviaj u sul Unire del p. p. secolo un S,

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Girolamo dipinto nel duomo d’ A-rezzo. lo Roma ajutò il Signorellie Pietro Perugino ne’ lavori dellaSistina ; e di ritorno in Arezzo apriscuola di pittura, dalla quale usci-rono Domenico Pecori e Matteo Lap-pole Morì di §5 anni nel 1491.

GATTI (Bernardino ), chiamatoil Sojaro , a motivo del suo facetotemperamento, o della professionedel padre , nacque secondo la piùprobabile opinione in Cremona, co*munque aspirino alla gloria dover-gli data la culla Pavia e Vercelli,Ultimamente il Sig. Giuseppe Gras-selli , nella sua biografia degli ar-tisti Cremonesi, rimosse quasi ognidubbio intorno alla patria di Ber-nardino. Nacque avanti il 1500 ,e fu universalmente creduto allievadel Correggio ; ma sebbene tale lodimostrino la delicatezza dei volti ,la grazia, l'amabilità, la leggiadria,il rilievo delle figure, i fondi lucidi,fa fusione dei colori, pure il sul lodatobiografo cremonese ne dubita nonsenza ragione. Ad ogni modo se nonfu scolaro, ne fu il più illustre imi-tatore. E probabile, che dipingendoil Pordenone nella cattedrale di Cre-mona, abbia il Sojaro contratta conlui domestichezza. Certa cosa è chequesti passando a Piacenza I’ ebbeper suo ajulo 0 compagno nelle pit-ture della chiesa della Madonna dellaCampagna di quella città, ove dopola morte di questo grand’uomo , ilnostro Gatti terminò le storie dellaAita della Vergine, lasciate dalPordenone imperfette, senza che visi ravvisi diversità di stile. Nel 1566dipinse solo la grande tribuna dellaMadonna della Steccata di Parma, econdusse in detta chiesa altre opere.Di un artista che cominciò ad ope-rave in fresca gioventù, e non de-pose il pennello che giunto a decre-pita vecchiaja , dipingendo collasinistra, poiché da paralisia gli fatolto l’uso della mano destra; di unpittore tanto celebre, che fiori neimigliori tempi del buon secolo, è