GE
rome uno de’ migliori artisti J uèegli riuscì da meno del genito-re. Fece io Pesaro pel duca d’L'r-lrino altro gentil palazzo; architettola chiesa di S. Pietro io Mondavio ,clic per cosa piccola non si puòvedere di meglio. Aveva pure stu-diata P architettura militare , ondefu richiesto dalla repubblica di Ge-nova e dal re di Boemia; ma il durasuo signore , lo volle presso di sè.Per gl’ intrighi di un Cappuccinoben l’accordò sgraziatamente ai ca-valieri di Malta, due de’ quali eranostati dal Gran-Maestro mandati adUrbino per prenderlo, onde coll’o-pera sua fortificare la loro ìesidenzae ridurre parecchi villaggi in duecittà. Fu ricevuto in Malta con gran-di dimostrazioni di gioja; e quandocominciò ad eseguire le sue ideeparve a tutti un nuovo Archimede.Ma dopo aver fatto il modello diuna città , di alcune chiese e delpalazzo del Gran-Maestro , il fre-sco che prese stando seduto fra dueporte in quell’ ardente clima , glicagionò la morte in età di 40 anni.Grande fu il cordoglio de’ cavalieri;il duca d’ Urbino lo pianse, ed al-tro far non potendo per lui, si preseparticolar cura de’ figliuoli del suobenemerito architetto. Fu egli in-ventore di vaghissime maschere, enon ebbe eguali per apparecchi diScene e di Commedie.
GENNARI (Baktolojimeo) mag-gior fratello di Ercole , fu il solodi
sua famiglia che si allargasse al-quanto dalla maniera del Guerrino.Nella chiesa del Rosario di Centovedevasi un S. Tommaso in atto diaccertarsi col tatto della vera uma-nità del risorto Redentore: quadroricco di ligure , cui non mancanoforza di colorito ed espressione. Morìdi 67 anni nel 1658.
- ■ (Lorenzo) , non apparte-nente alla famiglia dei Gennari diCento, nacque in Riinini ne’ primianni del diciassettesimo secolo, efu scolaro in Cento del Guerciuo.
GE 157
Nel 1650 condusse in patria, nellachiesa dei Cappuccini, un quadroche lo palesa allievo guerciuesco.
■- \Cam.o) bolognese, esperto
dilettante di cose delle belle artiintagliò a bulino alcuni suoi origi-nali disegui ed invenzioni.
- (Benedetto), nato iti Cento
circa il 1575, era in principio deldiciassettesimo secolo risguardato co-me il miglior pittore che avesse lasua patria , e vi tenne lungamentescuola dell’arte, nella quale, è co-mune opinione, che apprendesse ildisegno il Guerrino,
- ( Giovan Battista), pro-babilmente fratello di Benedetto ,dipinse nel 1607 a S. Biagio di Bo-logna una Madonna circondata davarj Santi, pregevole quadro permolti rispetti, che ricorda la ma-niera di Camillo Procaccini.
- (Ercole ), figliuolo di Be-
nedelto, nacque in Cento nel 1597,ed ammaestrato ne’ principj dellapittura del padre, non appena co-minciarono ad aver fama le operedel suo compatriotto ed amicò Gio-van Francesco Barbieri, ch’egli presea farne fedeli copie, senza mai cu-rarsi in appresso di far cose di pro-pria invenzione, che gli sarebberocostate maggior fatica d’ assai conmolto minor profitto. Ed ecco unadelle fonti da cui derivano tanti qua-dri guercineschi, nei quali non scor-gesi il vigore e la risolutezza de’verioriginali ; ma che pure si vendonocome tali. Avanti il 1630 sposavauna sorella del Barbieri, dalla qualeebbe tra gli altri figli e figlie
- (Benedetto e Cesare) che
in sull’ esempio paterno si reseroegregj copisti delle opere dello Zio ,e con tale professione guadagnaronoassai, perocché universale era il de-siderio dei dilettanti di aver pitturedel Guerrino. Ma Benedetto e Ce-sare, ammaestrati nella scuoia delloZio, condussero eziandio pregevolicose di propria invenzione io Cento,in Bologna ed altrove. Anzi Bene-