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sposata in seconde nozze la madredi lui. Credono alcuni che studiassei principi della pittura dallo Star-nina ; e quest’arte esercitò egli inRimini nel palazzo di Pandoll’o Ma*latesta, quando, per fuggire la peste,elle infieriva a Firenze, erasi colàritirato. Trovavasi intento a tali la-vori allorché i Priori della confra-ternita de’ mercanti di Firenze apri-rono il concorso per F esecuzionedi una delle porte di bronzo delbattistero di S. Giovanni. Tratta-Vasi non solo di superare Andreada Pisa , che una ne aveva termi-nata nel 1539, ma di vincere i suoiconcorrenti. Contava allora ventidueanni , e si presentò al concorso afronte di Giacomo della Quercia ,di Niccolò d’Arezzo, di Simone daColle , di Francesco di Valdambri-na , di Filippo Brunelleschi e delgiovinetto Donatello , il quale, seb-bene fosse giunto di poco pi diciottoanni , aveva di già nome di valentescultore. Ebbero tutti un assegnopel lavoro di un anno , in fine delquale dovevano tutti presentare unquadretto in bronzo dorato , dovevedrebbesi scolpito in basso rilie-vo il Sagrìfizìo d’Isacco. 11 giu-dizio fu commesso a trentaquattroperiti, pittori, scultori, orefici tantofiorentini che di altri paesi, i qualipubblicamente renderebbero ragionedel parer loro. Da principio furonogiudicati migliori quelli del Gio-berti , del Brunelleschi, del Dona-tello; ma ben tosto gli ultimi due.Colpiti dalla bellezza del lavoro delprimo, trattisi in disparte, con-vennero generosamente di esserevinti ; la quale virtuosa sentenzafu raffermata in me?zo ad univer-sali applausi.
Il Priore confortò il Ghiberti adar subito mano all’ opera , ed afar co sa degna della repubblica fio-rentina e del suo nome. Yent’anuiconsumo Lorenzo intorno a questaporla , somigfi an t e per couto delleproporzioni a quella di Andrea, e
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divisa parimenti in venti scompar-timenti con bassi rilievi allusivi astorie del Nuovo Testamento, e fuposta a luogo ad uno degli ingressilaterali nel 1424. Quattro anni dopoil Ghiberti fu incaricato di farneun’altra più ricca , per sostituirlaa quella d’Andvea, che dall’ingressoprincipale fu trasportala ad uno deilaterali. Questo maraviglioso mo-numento, degno, secondo Miche-langelo, di ornare I’ ingresso delParadiso, fu , come lo dimostra ilBaldinucci , cominciato nel 1428 eposto a luogo nel 1446. Nel corsodei quarant’ anni impiegati intornoalle due porte, il Ghiberti con-dusse altri importanti lavori discul-tura in bronzo , tra i quali la sta-tua rappresentante S. Giovanni Bat-tista per Or-San-Miche)e: due bassirilievi per il battisterio della catte-drale di Siena : un’altra statua perOr-San-Michele rappresentante SanMatteo; una di S. Stefano per la stessachiesa : la cassa di S. Zenobio po-sta in S. Maria del Fiore ecc. Ditutte queste egregie opere , il SanMatteo, il basso rilievo della cassadi S. Zenobio , e la seconda portadevono riguardarsi come i capi-lavoro della scultura del quindice-simo secolo , sia per conto dellacomposizione, che per la veritàdelle attitudini, esattezza, eleganzadi contorni e nobiltà d’espressione.
Oltre le opere di scultura e lepitture di Riinini, dipinse in vetrosopra una finestra della chiesa diOr-San-Michele un S. Giovanni Bat-tista , e dipinse la maggior partedei vetri di S. Maria del Fiore. Inqualità di architetto bMSolf' 1110 a *Brunelleschi nel lllff.jfe^xla co-struzione della cupola di qiaesto tem-pio, sebbene in quest’artei fosse dilunga mano inferiore al compagno.V. Brunelleschi. Compose un librointorno alla scultura, di cui l’illustreautore della storia della Scultura, nepubblicò una parte. I suoi concit-tadini lo ebbero sempre in grau-