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Tomo secondo.
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non sappiamo quali opere di pitturaabbia fatte da solo. Datosi all’itita-glio, pubblicò diverse stampe che lofanno credere allievo di Giacomoil vecchio. Le più accreditate sonoquelle attinenti alla vita di Carlo V,in numero di otto, delle quali egliintagliò quelle rappresentanti Fran-cesco I redi Francia, impegnato nellabattaglia di Pavia, e Carlo V a ca-vallo , accompagnato dai suoi gene-rali, in atto.di ricevere l’elettore diSassonia dopo la battaglia di Nu-hilberg, ed alcune altre.

GUEYN, (Giovanni de) di Liegiintagliò un libro di abiti , di co-stumi e di cerimonie di varie nazioni,pubblicato in patria l’anno 1601.

GIIEZZI (Pietro Leone) nacquein Roma nel 1674, e fu allievo disuo padre Giuseppe. Non tardò PierLeone ad aver lama di valente ar-tista , specialmente per lavori diSmalto , e per incisioni in pietreline. Fu perciò incaricato d’ im-portanti opere per diversi principi,ed in particolare per il duca di Parma,elle lo nominò conte palatino e cava-liere,e per papa Benedetto XIV.che lodichiarò direttore della fabbricazio-ne dei Musaici e delle Gallerie. Os-serva però giudiziosamente 1’ abateLanzi, che del suo maggior nome èdebitore al talento , eh’ ebbe singo-lare in caricature , rimaste nei ga-binetti di Roma e pubblicate anchefuori. Ritraeva in esse per giuocopersone di qualità: graditissimo (la-voro) in un paese in cui alla libertàdella lingua, pare aggiungere forza lalibertà del pennello. Tali caricatureformavano alla sua morte, accadutanel 1755 , una raccolta di 400 fogli,che furono venduti ai maggiori of-ferenti. Rappresentavano in una ma-niera ridicola Cardinali, Principi,Principesse, Ambasciatori, ec. sem-pre con fisouornie somigliantissimeed in ridicole attitudini. Incise allapunta le seguenti stampe':

Maria Vergine col Bambino, daGiuseppe Ghezzi»

GH

Abate Pietro Palazzi, di sua com-posizione.

Niccola Zabbaglia, Ingegn. dellafabbrica di S. Pietro, di sua com-posizione.

- (GIUSEPPE),abile architetto,

padre di Pier Leone, deve la sua ce-lebrità all’amorosa gratitudine diquesto suo illustre figlio ed allievo,che egli eresse in Roma a S. Salva-tore io Lauro un nobile monumento.Era Giuseppe Ghezzi nato in Rietinel l6:>4,emori in Roma di 88anninel 1721. Dicesi, che recatosi aFermo per apprendere la giurispru-denza , fu .da un pittore consigliatoa portarsi a Roma dopo avere dalui appresi i principj dell’ arte.Fu in grande stima presso Crisiinaregina di Svezia , che si valse del-1’ opera sua per ristampare antichiquadri ; ed era segretario dell’acca-demia di S. Luca quando fu sor-preso dalla molte.

-(Cavai.. Sebastiano)

nato nella terra della comunanzad’AscoIi circa il 1600, apprese iprincipj della pittura in patria, indifrequentò la scuola del Guerrino inCento , e credesi che si accostassealcuni mesi ancora a Francesco Al-bani. Non contava più di 25 anniquando fece un quadro rappresen-tante S. Francesco pergliAgostinianiScalzi di Mousammartioo, nel qualenon è difficile lo scorgere luminoseorme dello stile guercinesco. Maquando credevasi di vederlo pro-durre più perfette opere , seppesiche si era dato all’architettura, pro-fessione che gli offriva maggiorisperanze di guadagno che non lapittura. Mori circa il 1645, quandosuo figlio Giuseppe non contava cheundici anni all’incirca.

GII!BERTI ( Lorenzo ) eccel-lente scultore , nacque in Firenzenel I578, dal celebre orefice Uguc-cione detto Cione. Lorenzo appresei principj ilei disegno e l’arte di mo-dellare e di fondere i metalli dal-1’ orefice Bai IqIuccìo , che aveva