Band 
Tomo secondo.
Seite
169
JPEG-Download
 

Gli

il S. Romualdo , che fu poi incisodalla Diana di Mantova. Morì que-st eccellente maestro nella fresca etàdi 44 anni, nel 1495. Suoi fratellied allievi furono:

ghirlandaio (Davide) che

lavorò molto piu di musaico che dipittura^ in patria ed in Francia. Moriin Firenze nel 1525.

-(Benedetto), che passato in

Francia, vi esercitò lungamente lamilizia e la pittura, è vi condusseeziandio alcune opere di musaico,onde tornò in patria ricco di pri-vilegi e premj ottenuti colla suavirtù da Luigi XII. Morì di 50annie fu sepolto a S. Maria Novella acanto al maggior fratello Domenico.

- (Ridolfo), figliuolo di Do-menico, era ancora fanciullo quan-do perde il padre , onde prese adammaestrarlo ne’principj della pit-tura Davide suo zio, il quale, chia-mato a lavorare, in Francia, lo rac-comandava a Baccio dalla Porta. Efu questa somma ventura per Ri-dolfo di avere a maestro così grandepittore quando Raffaello d’Urbino,venuto la seconda volta a Firenze,e trovatolo presso al Frate ne am-mirò F ingegno , e strinse con luidomestichezza tale, che partendo daFireuze, gli lasciava, perchè lo ter-minasse , un quadro commessogli ahiena. Quando, pochi auni dopo, fuRaffaello chiamato a Pioma da Giu-nto li, pregò caldamente l’amico Ri-dolfo perchè volesse associarsi a luiBe’ grandi lavori che aveva per le•Baili ; ma questi troppo amava lapatria per posporla ad altra città ,e se ne scusò. Vivea ancora il Fratequando dipinse diverse cose per t>.Jacopo di Ripoli e per S. Girolamo,Belle quali scorgesi qualche lumedel fare di Raffaello, e del grandiosos *de del maestro. Bellissimi quadrisi conservano nella reale galleria diFirenze, a Pitti ed altrove; ma il qua-dro dell’ Assunta che vedesi nellacattedrale dì Prato ottimamente con-servato, è tale opera , che , mi siDiz. degli Arch. tee. r. ji.

GH 169

permetta il dirlo, non teme il pa-ragone delle più perfette de’grandiartisti. Dalla scuola di Ridolfo delGhirlandajo uscirono molli valentipittori, tra i quali Michele di Ri-dolfo , Mariano da Pescia , CarloPortelli, ec. Moriva di 75 auni nel1560.

GHISA ( Pomponio ), probabil-mente dì Cremona, operava in que-sta città nel 166?, come ne fa te-stimonianza un conservato quadro,rappresentante M. Vergine in piedinell’atto di adorare il nato Bambino,disteso sopra un cuscino coperto dioro. Vedesi a qualche distanza lacittà di Betlemme, e su di un sassoleggesi —■ Pomponius Ghisa pin-xit 1667.

GIUSI (Giovan Battista), chia-mato il Mantovano, nacque a Man-tova circa il 1500, ed esercitò irtdiverse città d’Italia la pittura, lascultura, l’architettura e 1’ intaglioa bulino. Fu egli il capo di unanumerosa famiglia di valenti artisti.Sappiamo Hai Vasari che fu allievodi Giulio Romano , ma probabil-mente aveva di già appresi i prin-cipj delle arti in altra scuola. Igno-rasi quale maestro abbia avuto nel-P intaglio a bulino; mala manieradi Marc’ Antonio che si ravvisa inalcune sue stampe , lo fa crederescolaro di così grande maestro. Gio-van Battista conobbe a perfezioneI’ arte di trattare le varie parti del.corpo umano; il suo disegno è quasisempre corretto, ma il bulino mancadi dolcezza; sono duri e manieratii tagli; salta bruscamente dalle om-bre ai lumi , quasi sdegnando lemezzetinte intermedie, senza dellequali non può esservi armonia. Gliviene inoltre fatto carico di man-care d’effètto , comunque pregevo-lissimo in altre parti dell’ arte. Lesue più rinomate stampe sono le se-guemi :

L’incendio di Troja, pezzo capi-tale e che realmente merita la stimade’conoscitori , di sua invenzione.

22