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Tomo secondo.
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Davide in alto di tagliare la lestaa Golia, dallo stesso.

Un guerriero che rapisce una gio-vine, dallo stesso.

Un Dio Fiume, da Luca Penni.

La maggior parte delle altre suestampe sono di sua composizione ,come

La Madonua lattante.

Combattimento navale.

Un Dio Marte seduto in un Ietto;a fianco di lui Venere, che sta con-templando Cupido, che riposa.

Alcune Teste con morioni ed or-namenti nel gusto antico.

GHIS1 (Giorgio), chiamato Gior-gio mantovano , figlio di GiovanBattista, viene annoverato tra i va-lenti disegnatori del suo tempo. Rac-contasi che si era posto in sulla viadel dipingere, ma che conoscendo chenon sarebbe mai per avvicinarsi aGiulio Romano, si diede all’intaglio.Aveva appresi i principj dell’ arteda suo padre Giovan Battista , mail suo bulino più armonioso di quellodel padre , rese le sue stampe piùgraziose e di maggiore effetto. Gran-de fu la sua cura nel dare finitezzaalle estremità , ed alle ginocchia.Ajuto alcun tempo del Bonarroli, neimitò la maniera , esagerando tal-volta e dando soverchio gonfiamentoai muscoli. Le più rinomate suestampe sono II Giudizio Universaledi Michelangelo ; i Profeti e le Si-bille della Cappella Sistina ; il So-gno di Raffaello, detto la Malinco-nia; e dallo stesso pittore il ritrattodi Giulio II, la Sacra Famiglia ela Scuola d’Atene ; Amore e Psichecoronati da Imeneo, la Nascita diMennone , Cefalo e Proci, ec. daGiulio Romano ; la Calunnia chetrascina l’ Innocenza al tribunaledell’Ignoranza da Luca Penni; Ve-nere nella Fucina di Vulcano , daPierino del Vaga; V Adorazione deiPastori da Angelo Bronzino et. Eb-be due fratelli ed una sorella : cioè(Adamo) nato in Mantovacirca il 1530, apprese l’intaglio dal

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padre, e pubblicò diverse pregevolistampe tratte da pittori italiani; trale quali una Pietà da MichelangeloBonarroti; la Presentazione al tem-pio da Martinelli ; la Natività diN. S., Ventre nuda che si bagna icapelli, Endimionc che contempla laLuna, Ercole al bivio, da GiulioRomano ce.

• - (Diana ) , chiamata Diana

mantovana, nata circa il 1536, fuammaestrata da Giorgio suo fratellonel disegno e nell’intaglio, e si resecelebre per molte bellissime stampe,le più ricercate delle quali sono tratteda Raffaello e da Giulio Romano:Dal primo , Maria Vergine assisasotto un Padiglione , 5. Pietro isti-tuito capo della Chiesa , la SacraFamiglia : da Giulio la Donna adul-tera , Orazio Coelite che attraversail Tevere a nuoto , la Continenzadi Scipione , la Nascita di Castoree Polluce, e per ultimo il gran Bac-canale degli Dei con a piedi la se-guente iscrizione : Questo Convittodegli Dei ed ì Bagni di Marte e Ve-nere, fatti di stucco sotto la dire-zione, e coi disegni di Giulio Romanonel palazzo del T, a Mantova. Que-sta stampa capitale è divisa in trepezzi.

■ (TEODORO ) maggior fratellodi Adamo e di Diana, fu uno de’piùvalenti allievi ed ajuli di Giulio Ro-mano, e talmente suo vicino imi-tatore , che fu creduto il più atto acondurre a fine le diverse pitture ,rimaste per la morte di Giulio im-perfette, ne’palazzi del duca di Man-tova.

GIIISLANDI ( Domenico), buonfrescante bergamasco , che operavacirca il 1650 , più che dalle operedi pittura, ebbe nome dal figlioed allievo

- ( Fra Vittori ) detto il

Paolotlo. Costui, uscito dalla scuolapaterna, passò a quella del Boinbelli,che Io volse allo studio de’ grandimaestri ; facendogli in particolareattentamente esaminare e copiare le