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di Verona. Dopo alcuni anni accon-ciavasi collo Zoppo di Lugano inqualità di suo ajuto. Aveva sotto ilprimo maestro avuto buon fonda-mento di disegno; onde, ajutato daferace fantasia, non gli mancava fa-cilità d’invenzione. Dallo Zoppo ap-prese inoltre a colorire robustamen-te e con verità , e tornò in patriacompito pittore. Ebbe perciò nonpoche commissioni per opere all’olioed a fresco, e vi aprì fiorente scuoladi pittura, dalla quale uscirono di-versi buoni allievi. Morì di 72 anninel 1703.
GIACAROLO ( Giovan Batti-sta ). Tra gli ajuti di Giulio Ro-mano , che molti n’ebbe in Man-tova per lavori d’ architettura , discultura, di pittura, di stucchi, ec.devesi un distinto luogo al Giaca-rolo , sebbene da Giorgio Vasarinon ricordato. Era questi non igno-bile pittore, come ne fa prova unasua tavola che conservasi in Man-tova nella chiesa di S. Cristofano,e se dobbiamo dar fede allo stile delsovraccitato quadro fu allievo dellostesso Giulio.
GIAGGIUOLI (N) fu in Romascolaro di van Bloemen quando que-sti si accostava alla vecchiaja. Pareche al Giacciuoli mancassero talentiinventori, perocché si limitò ne’suoipaesi alla servile imitazione del mae-stro, tanto per conto dello stile edelle tinte che per conto del sogget-to. E ciò gli tornò utile se non lo-devole, a motivo che dopo la mortedi Bloemen, essendo i suoi paesaggimontati a caro prezzo, si comincia-rono a vendere come tali quelli delloscolare. Fioriva circa il 1750.
GIACIIUNETTI GONZALE9( Giovanni ), chiamato il Borgo-gitone delle teste, nacque in Madridnel 1630 da un mercaute borgogno-ne, che vedendo il figliuolo inclinatoagli studj delle arti del disegno, loacconciò con non so quale maestro,perchè apprendesse gli elementi dellapittura. Accadde che alcuui suoi
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amici, allievi del Velasquez, lo con-dussero a vedere le pitture de’realipalazzi, ne’quali, come ognun sa,tra i quadri de’sommi pittori d’ogniscuola, frequenti sono quelli di Ti-ziano. Colpito dalle opere di questosommo ingegno, abbandona la scuo-la, e si fa a studiarle e copiarle contanta assiduità, che dopo uno o dueanni parvegli di averne appresa lamaniera. Allora prende a ritrarreteste dal naturale, e con siffatto eser-cizio ottenne di dare tanta espres-sione ai volti, ch'ebbe il sopranno-me di Borgonnon de las cabezas, ilBorgognone delle teste. Era di giàcompiuto pittore quaudo venne consuo padre in Italia , e vi fu tantoadoperato , che vi rimase fino allamorte, che lo sorprese in Bergamonell’età di 66 anni.
GlACODììMI fGlORMoV Di que-sto artista non troviamo che le se-guenti notizie presso il Gandelliui;« Disegnò ed iutagliò all’acquafòrtevedute di paesi, con pastori ed ani-mali, in quattro mezzi fogli reali. »
GIACOMELLO ( Paolo) da Ve-nezia , che troviamo in sul finiredel quattordicesimo secolo chiamatoa Milano per dare il suo parere suimodelli ed altre quistioni insorte perla fabbrica del duomo. Paolo nel1394 ebbe parte ai lavori del mau-soleo Cavalli a S. Giovanni e Paolodi Venezia. Non deve questo artistaconfondersi con Pietro Paolo suozio , il quale operò intorno all’ ar-chitrave della chiesa di S. Marco ,come giustamente osservò l’illustreautore della Storia della Scultura.
G1ACOMETTI (Paolo) di Re-canati, fu uno de’valenti scultori efonditori che dal 1580 al 1655 ope-rarono in patria e nelle vicine città.Appartengono a questo artista moltilavori intorno alla Fontana di piazzaa Faenza, ed all’urna del battisterodella cattedrale di Osimo. Altre sueopere conservatisi in Becanati, Ra-gusi, Aucona e nel deposito del car-dinale Cenci a Macerata.