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Tomo secondo.
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GIACOMI ( Guglielmo) , natoin Delft, non è ben noto in qualeepoca, intagliò circa novanta stamperappresentanti in gran parte ritrattied altri oggetti, tutti tratti da qua-dri di pittori d'oltreinouti.

GIACOMO da Siena, scultoreelle operava in principio del quin-dicesimo secolo, fu nel 1408 chia-mato a Ferrara per lavorare intornoegli ornamenti del duomo. Risultapoi dai registri di quella fabbrica,ehe fece la statua della Vergine se-dente col Bambino , il quale tienenella man destra un rnelogranato,d'ale statua di non spregevole ese-cuzione rimase lungo tempo Dell’in-terno della chiesa , indi , per darluogo probabilmente ad opere deimigliori tempi , venne trasportatanella residenza capitolare.

_ DI MARCO, detto Jacobel-

LO , distinto orefice cesellatore ve-neziano, è l’autore del crocifisso elleoccupa il mezzo dell’architrave chesepara, nella chiesa di S. Marco diVenezia , il presbiterio dalla navemaggiore. Questo è posto in mezzo adodici statue rappresentanti gli Apo-stoli , Maria Vergine e San Mar-co , ed a piè del medesimo leggesi

MCCCLXXXXlllI. Jncobus

fnngistri Marci benalo de VeneliisJecit. Fu suo figlio

GIACQU1NTO o GIACUINTO( Corrado ) nato a Molfetta circail 1690 , apprese i principj dellapittura nella scuola del Solimene ;ed in appresso, recatosi a Roma, siacconciò col cavaliere Conca , ri-guardato come uno de’ più vaghiColoritori dell’età sua, sebbene al-quanto manierato. Fu Corrado fe-dele imitatore del secondo maestroper conto della facilità e risolutezzadel lavorare, come del manierismo,ma più scon . e tto nel disegno. Ad5 >gtn modo operò molto in Roma ,in Macerata ed in altre città dellostato pontificio. Ebbe diverse com-missioni che lo riten&ero alcun tem-po nel Piemonte. Chiamato in Spa-

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gna, servì lungamente il re, e con-dusse altre opere per grandi signori ;e fu colà lodato assai, perchè avevasaputo accomodarsi al gusto in al-lora dominante. Le principali sueopere a fresco nel reale palazzo diMadrid sono : la Nascita del Sole ;la Religione e la Chiesa, pittura sti-mata dallo stesso Mengs, che purenon sapeva stimare che le proprie;Ercole che atterrale colonne sullequali è scritto non plus ultra ; labattaglia di Clavijo ; ec. Al Re-tiro conservansi otto quadri. Morìin patria nel 1765.

G1ALDISI ( Francesco) nacquenel territorio parmigiano circa il1650; ed era ancora giovane quandoprese stabile domicilio in Cremona.Fu Francesco uno de’più riputatipittori di fiori, che d’ordinario ele-gantemente disponeva sopra tavolinicoperti di vaghi tappeti, ponendovicon bel disordine e con grande ef-fetto altri oggetti, come strumentimusicali, carte da giuoco, libri, ec.ai quali sapeva dare così naturalitinte e rilievo, che facevano ingannoall’occhio. Operava ancora nel 1720.

GIAMBELLI (Federico), natoin Mantova circa il 1530 , studiò1’ architettura civile e militare , edi 35 in 40 anni recossi in Spagna,Sperando di ottenere impiego nellearmate di Filippo II. Non avendomai potuto ottenere udienza, e cre-dendosi sprezzato, partì bruscamenteda Madrid, dicendo, che gli Spa-gnuoli non tarderebbero ad avernuove di lui. Passa in Inghilterra,ottiene di presentarsi alla reginaElisabetta e gli offre i suoi servigj.Alessandro Farnese , generalissimodi Filippo II nelle Fiandre , strin-geva allora d’assedio la città d’An-versa ( 1585 ) , ed il Giambeliispedito da Elisabetta a difenderla.'Appena giunto, trova che Alessandroaveva latto alzare sulla Schelda quelcelebre argine, che vietava ad An-versa ogni comunicazione col mare,onde riceveva le vittovaglie. 11 Giani-