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Tomo secondo.
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nos imper. roman., et Siriea au-tria-corum Casp. Gervasii, in fot. È de-dicata a Filippo II re di Spagna, ele medaglie sono intagliate a chiaroscuro. Fu stampata in Bruges , eristampata in Anversa.

G1FFART ( Pietro), incisore delre, nacque a Parigi nel 1618; si di-stinse Come incisore di ritratti e diornati, tratti gli uni e gli altri dadiversi maestri. Morì in patria nel1725. Darò un breve estratto delcatalogo delle sue stampe:

Maria Anna Vittoria di BavieraDelfina di Francia.

Francesca d’ Aubigué, marchesadi Maintenon.

Filippo I, liglio di Tommaso XIII,conte di Savoja.

Odoardo , figlio d’Amedeo XV,conte di Savoja.

Raccolta di Medaglie del gabinettodel re , che comprende i principidel Basso impero.

Seguito di fregj di più qualità.

G1L DE MENA (Filippo) natoin Valiadolid del I600, fu allievoin Madrid di Giovanni Vanderha-meu. Di ritorno in patria, dov’eravenuto scemando il buon gusto delprecedente secolo , apri scuola dipittura, che a cagione deiraffettatostile di Filippo, chiamato grazioso,perchè era smorfioso, diede l’ultimaspinta al decadimento dell’arte. In-caricato di dipingere un Auto-da-fèeseguitosi con grande solennità aVallodolid, forse perchè cosa di suogusto, l’eseguì con tanta verità, cheogni gentil persona, non guasta dasuperstizione, ogni seguace della mo-raleevangelica, ogni amico dell’uma-nità, non poteva osservarlo senza ri-brezzo ed orrore. Gii mori nel 1674.

GILARDI ( Pietro ), milanese,nacque nel 1679 , e studiò la pit-tura in patria sotto il cavai. Fede-rico Bianchi e sotto il Gazzaniga. Re-cavasi poi a Bologna, dove frequentole scuole del Franceschini e di Gian-giosefib del Sole ; e formò uDa ma-niera thè non può dirsi propria di

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veruno de’ suoi maestri. Tornato aMilano,ebbe importanti commissioniper opere a fresco, tra le quali fu-rono lodate le pitture fatte nel re-fettorio di S. Vittore; e l’Assunta,eseguita in Varese sui cartoni diStefano Legnani, morto quando ap-pena cominciava a colorirla. Il suometodo di dipingere è sfumato, fa-cile , armonioso , e proprio ad or-nare volte e vaste pareti. Non è bennoto l’epoca della sua morte.

G1LARDINO ( Melchiorre ), mi-lanese, nacque in principio del di-ciassettesimo secolo, e fu allievo,genero ed erede del pittore ed ar-chitetto Giovan Battista Crespi. E-sercitò non senza lode la pittura, edebbe titolo di pittore ordinario delcardinale Antonio Barberini. Inna-moratosi del generee dello stile dellestampe del Callot, intagliò all’acquaforte diversi capricci, istorie, batta-glie ec. di propria invenzione, fattead imitazione di quel celebre inta-gliatore. Morì in patria nel 1675.

GILARTE (Matteo) nato in Va-lenza nel 1648, fu allievo in patriad’uno scolare del Ribalta , ed unode’ più illustri emuli della nuovaaccademia di Valenza. Passava aMurcia, dove contratta avendo do-mestichezza con Giovanni di Tole-do, celebre pittore di battaglie, cer-carono di giovarsi a vicenda neirispettivi lavori. Colà non tardò Gi-larte ad avere maggior nome chenon aveva nella città natale, a ca-gione delle pitture eseguite nellacappella del Rosario dei conventodi S. Domenico; e più non gli man-carono utili commissioni fino allamorte, che lo rapì all’arte in età di52 anni. Lasciava ammaestrata nel-l’arte sua figlia

( Donna Maria), che dotata diingegno non inferiore a quello delpadre, forse lo avrebbe superato, sedopo la morte di lui non si facevaclaustrale.

GIUDI { Giacinto ) bolognese,nacque nel 1594, e fu uno, se non