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virtuosa famiglia, in età di 81 anni,nel 1804.
GIULIANELLO (Pietro ) fa unmediocre pittore del quindicesimosecolo f ma dei primi a presentireil miglioramento che avrebbe otte-nuto la pittura grandissimo, in prin-cipio del susseguente secolo. Se fe■veramente suo, come comunementes * crede, il quadro della Samaritanaa l pozzo che conservasi a Roma nellagalleria Farnese, non può negarsieh’ egli non siasi accostato d’ assaia l moderno stile.
GIULIANI ( Gior&io) di cittàCastellana, celebre copista e proba-bilmente scolaro di Guido Reni ,borì nel 1650- Costui fece per il con-vento dei Camaldolesi all’AvellanaUna bella copia del Martirio di S.Andrea dipinto da Guido suo mae-stro per i Camaldolesi di S. Gior-gio in Roma.
GIULIANO (Marco)- Sebbeneuon abbia esercitata la professioned’architetto, viene costui a ragioneannoverato tra i professori di que-st’arte. Era egli Veneziano ed avevamolta inclinazione per le cose dellebelle arti ; era inoltre ricco, senzafigli e caritatevole ; onde trovò mo-do di soddisfare con pubblica uti-lità alla sua inclinazione per le artie per la beneficenza , erigendo in>alria a sue spese uno spedale daui architettato.
GIULIO ROMANO. V. PippiGiulio.
GIUSTO, o JUST ( Giovanni)scultore francese, che dimorava inPours durante il regno di Luigi XII,deve annoverarsi tra i migliori ar-tisti che produsse la Francia nel XVsecolo, e che illustrarono i primi annidel susseguente. Attribuisconsi aquesto maestro molte fra le scultureche ornano il monumento sepolcraledel detto re Luigi, ed il monumentoche prima esisteva in Parigi a SanGermain V Auxerrois, ora deposto*;• m J lseo .dei Monumenti francesia S" fg os tiniani. Racchiudeva que-Diz, degli Arch, ecc, t. II,
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sto sarcofago le ceneri di due sposi.Luigi Poncher e le Geodre sua mo-glie, le di cui figure sono poste so-pra al mausoleo, e si direbbero operade’buoni scultori italiani del quin-dicesimo secolo, tanto sono gentil-mente scolpite e con quella dolcesemplicità che rammenta lo stile delDonatello, del Verrocchio e d’altriillustri. — .< La larghezza di sti-li le, la bella e dolce immitazione« della natura, dice lo storico della« Scultura moderna , la scelta di» pieghe nei panneggiamenti dispo-« sti con tanta facilità , senza du-« rezza, nè stento, nè affettazione,« la condotta del marmo reso molle,•i per così dire , quanto mai potèi> nell' età posteriore ottenersi dai« più famosi artefici , tutto dà un« diritto allo scultore di un tal mo-li aumento di essere annoverato tra« i migliori del secolo.
GIUNTA. V- Pisano.GIUNTALOCCHIO (Domenico)nacque in Prato circa il 1520 , efu scolaro di Niccolò Poggi, dalquale apprese la pittura e l’archi-tettura. Domenico si distinse parti-colarmente ne’ ritratti che sapevafare non solo somiglianti ma pienidi spirito e di vita ; onde per que-sto merito e per le sue estese cogni-zioni nell’ architettura civile e mi-litare, acquistò la protezione di donFerrante Gonzaga, vice re di Sici-lia, cui prestò i suoi servigj io qua-lità di pittore e di architetto. Passòcol medesimo a Milano, dov’ebbela soprintendenza alla fabbrica delienuove mura di questa città , e fusempre provveduto di largo stipen-dio. Venuto a morte D. Ferrante,cui la gratitudine non permettevaglidi abbandonare vivente , rivide lapatria, al tutto determinato di pas-sarvi gli anni della vecchiezza. Colàterminava i suoi giorni in sul de-clinare del sedicesimo secolo, dopoaver legato a favore de'suòi concit-tadini un fondo di diecimila scudi,eoi di cui prodotto mantenere alcuni25