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delle sue compagne coi disegni diPellegrino Tibaldi, ond’essere sosti-tuito ad un quadro di Luca Cam.biaso che aveva avuta la disgraziadi non piacere al re. Fece in appressoalcuni quadri per il convento del-1’ Escoriale, e ritoccò o ristaurò trequadri di FedericoZuccari.che avevaavuta la stessa sventura di non pia-cere a Filippo. Morì Goinez nel 1597,lasciando sette figliuoli , de’ qualiprese cura il re suo protettore. Erasuo fratello
GOMEZ (Martino', che dimoravain Cuenca, e dipingeva in età di circa25 anni 'per quella cattedrale duequadri rappresentanti S. Lorenzo eS. Michele. Ciò accadde nel 1552,e nel 1601 eseguiva alcune opereall’Escuriale, perle quali Filippo IIIgli faceva pagare, 3,030 reali cor-rispondenti a circa 1500 franchi:onde può calcolarsi la vita pittoricadi quest’artista a circa cinquantanni.
—— (Sebastiano) nato circa il1620, fu allievo di Alfonso Cauo ,e forse il solo allievo di queso va-lent’ uomo cui mancassero castiga-tezza di disegno e buoni contorni.I suoi meno cattivi quadri sono unaMadonna col Bambino in collo fattaper le Domenicane di Siviglia , eduna S. Rosa di Viterbo per il con-vento di S. Francesco. Così deboleartista aveva Fuso di scrivere a piède’suoi quadri : Sebaslianum GornezGranatensem habu.it auclorem.
—— ( Sebastiano ) il Mulatro.Fu costui uno schiavo del grandeMurillo, che approfittando delie ored’ozio per istudiare le opere del pa-drone , riuscì uno de’suoi più fedeliimitatori. Dopo la morte del padronee maestro, ch’egli teneramente ama-va , erasi stabilito in Siviglia, doveera in molta stima tenuto, non menoper la memoria di Murillo che perle virtù proprie. Ne’pochi anni chegli sopravvisse condusse alcuni buoniquadri , che in gran parte si con-servavano a Siviglia nel conventodegli Scalzi della Mercede.
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GOMEZ DE VALENZA (Filip-po), nato in Granata nel 1634 ,ebbe in patria a maestro di pitturaMichele Girolamo Ciezza ; il qualeessendo uscito dalia scuola di AlfonsoCano, diresse il suo allievo allimi-tazione delle opere di questo distintopittore. Nè Filippo deviò dagl’ in-segnamenti del maestro , come nefanno prova molti suoi quadri pub-blici e privati , tutti di stile delCano, che conservansi in Granata,dov’egli morì nel 1694, lasciandoammaestrato nell’arte sua il figlio
- (Francesco). Costui dotato
d’ingegno inventore, pronto nell’e-seguire e vivace coloritore, ebbemolte commissioni in patria e fuori.Dicesi avere in brevissimo tempodipinti sei quadri di undici piedid’altezza e dieci larghi per i Car-melitani Scalzi di Granata quandonon aveva ancora trent’anni, i quali
10 fecero risguardare come uno deibuoni pittori che in allora avessela Spagna. Si crede che essendo or-mai vecchio, s’ imbarcasse per l’A-merica, e che sia morto al Messicocirca la metà del diciottesimo se-colo.
GOMFO scultore greco, trovasiricordato da Taziano nell’ orazionecontro i Greci siccome autore diuna statua rappresentante la mere-trice Prassigoride.
GOMIER ( Luigi), oriondo fran-cese, si stabilì in Roma alla metàcirca del diciassettesimo secolo, doveintagliò a bulino la veduta della fon-tana e dell’ obelisco di piazza Na-vona, la Religione , tratta da CiroFerri, la SS. Trinità da Pier Fran-cesco Mola, e da Annibaie CaracciMaria Vergine col Bambino e S*Chiara.
GONELLI (Giovanni), chiamato
11 Cieco da Ganibassi, nacque nell*terra di tal nome, posta nel terri-torio di Volterra, nel 1610. Appresei principi c * e 'l a scultura, e speziai'mente a modellare da Pietro Tacca,ed in età di vent’anni fu condotto