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a Mantova a’servigi del duca CarloGonzaga. Colà, o per caso , o peri patimenti in occasione dell’assedio edel sacco che vi diedero i Tedeschinel dt>30, divenne cieco. Colpito datanta sventura non si avvilì, e con-tinuò a far ritratti dal naturale so-'nigliantissimi a molti distinti perso-naggi, a cardinali , a principi , edin fine allo stesso Urbano Vili, sem-pre facendo che l'uffizio degli occhifacessero le mani. Il Baldinucci, chelo vide operare , descrisse minuta-mente il modo da lui tenuto nel fareu n ritratto; ed altri autori , tra i^uali il suo medico Pietro Serizio, ■parlarono di ciò come di cosa mi-racolosa. Non è però difficile a com-prendersi il modo, per cui uno scul-tore acciecato non è totalmente im-pedito dall’esercizio della plastica ,sebbene lo sia da quello dello scal-pello ; poiché accomodando la massadi terra colle mani grossolanamentea foggia di busto in luogo vicinoquanto più sia possibile all’originalevivente, o di rilievo qualunque sia,cosicché possa comodamente toc-carsi , accostando insieme aperte lemaui e piegandole gentilmente tantorbe possa formarsene come una ma-schera da presentarsi al viso delmodello che si voglia imitare. « Con-» cepila, scrive il Baldinucci, una” cognizione universale dell’altezza” e larghezza di quella faccia e delle” parti poco o molto rilevate , il* Gonelli disgiungeva poi esse sue” mani a poco a poco , mentre le” due dita grosse , una verso una” parte, l’altra verso l’altra, anda*” vano ricercando , e gentilmente” toccando la superficie delle labbra” e d’altre parti dai lati del volto” rilevate o cupe in cui iucontravansi.« Dopo ognuno di questi moti , o” r,cei 'camenti tanto universali che” P art 'colari , egli applicavasi alla” sua sl *tua , ponendo e levando*’ f el f a > e poi coprendo colla me-desima maschera fatta dalle sue" mani; poi colle dita grosse, e cogli
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” due indici tornando a ricercare” finché si accorgeva,e che vedevano” anche gli astanti, che nella sua*’ creta incominciava ad apparire” la forma della persona ritratta ,” alla quale dava tuttavia perfezione” col nuovo tatto e ricercamento,» sempre colle due mani intente al-” l’operazione, una dall’una, una” dall’altra parte del viso : e.que-»• sto, cred’ io, per mantenere nel-" T egualità delle due parli e nel« tutto, oltre alla somiglianza, anche» il buon disegno. Soleva finalmente« perfezionare le sue figure segnando>> negli occhi le luci ; ma perchè tal>, segno è sottilissimo, e consegueu-,, temente non sensibile alla mano,
aveva accomodata una certa can->, nuccia, colla quale le improntava” a’ luoghi 1 oro. » Si aggiunga atutto ciò la straordinaria attenzionee concentrazione di tutti i ciechi ,per cui non vengono da alcuna cosadistratti in ciò che fauuo. Ed il Go-uelli giunse perfino a fare di me-moria un ritratto di certa Elisabettada lui amata mentre aveva la lucedegli occhi, il quale ritratto riuscìtanto somigliante, che il cardinaleBallotta vi pose i seguenti versi ;
Giovati clte ò cieco e Lisabettaamò ,
La scolpì neli’idea che amor formò.
GONORD (N I pubblicò alcunestampe incise aU’acquerello rappre-sentanti Accademie dì Donne, tratteda Cochin.
GONSALYO (Santo: GonsalvoSan Pietro e San Lorenzo) por-toghesi domenicani vissuti uel tre-dicesimo secolo, aggiunsero alle virtùarchitettoniche le virtù cristiane ingrado eroico.
II primo costruì in Amaranto suapatria un ponte di pietra ed unachiesa, che fu in appresso consacrataal suo nome:
L’altro fabbricò un ponte di pie,tra in vicinanza di Tuì sua patria :
L’ultimo fece egualmente un ponte