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conoscere Hals ; ma perchè questisoleva trattenersi gran parie delgiorno e non piccola parte dellanotte in una taverna , gli fece sa-pere che un forastiero lo aspettavaa casa per farsi ritrarre. Al vederlovan-Dyk gli disse che doveva par-tire entro due ore , onde Hals ,presa la prima tela che gli vennesottocchio, incominciò a dipingere.Dopo alquanti minuti avendo invi-tato van-Dyck ad osservare l’operasua, questi mostrossi soddisfattis-simo , e passando d’ uno in altroragionamento , gli disse sembrarglila pittura un facilissimo mestiere ;e lo pregava a permettergli di farneesperienza. Scelse una tela , e col-locato Hals al luogo suo, fecesi aritrarlo ; nè molto tardò ad accen-nargli di levarsi onde osservare ilsuo lavoro. Quale fu mai la sor-presa di Hals ? Voi siete van-Dyck,gridò nell’atto d’abbracciarlo ; Voisolo poteste fare quello che avetefatto, Van-Dyck , cercò di persua-derlo a recarsi con lui in Inghil-terra : Voi siete povero in questopaese , gli disse, ed in breve io possofarvi assai ricco. Ma Ilals non aspi-rava a migliorare la sua fortuna ,c ringraziato van-Dyck , tornò allataverna a raccontare agli amici quan-to gli era accaduto, Se Hals, dicevavau-Dyck , sapesse dare maggior te-nerezza ai suoi colori, sarebbe il mi-glior ritrattista del mondo. Il pit-tore di Malines terminò in Arlemi suoi giorni in povera fortuoa,nel 1656.
IIALVECIl ( AdrianoI intagliò abuliuo non pochi ritratti de’ prin-cipi e principesse della reale fami-glia de’ Medici , che ornano Dedi-zione fiorentina del 1761 , eseguitada Giuseppe Allegrini ; alcuni deiquali erano stati pubblicati iusiemeall’ opera: Ragionamento isterico deigran duchi di Toscana, stampatain Venezia nel 1741.
HAMILTON ( Gavino ) nato aLanartk nella Scozia da distinta an-
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tica famiglia, venne in freschissimagioventù a Roma , dove fu scolarodi Agostino Massucchi, e dove sog-giornò quasi continuamente fino allamorte, che lo rapi alle arti 1797;In qualità di pittore , il merito diquesto valente artista consiste menonel dono dell’invenzione, nella pu-rità e correzione del disegno , nellabellezza dello siile , e nel colorito,che nella felice scelta degli argo-menti , nella quale fu diretto dagusto naturale e dalla profonda co-noscenza degli storici e poeti grecie romani. Sono tra suoi quadri spe-cialmente lodati quelli rappresen-tanti : Achille che, strettamente ab-bracciato il corpo dell’ estinto Pa-troclo , rifiuta i conforti dei capidell’ esercito greco ; Andromaca chepiange la morte d’Ettore; Elena eParide, ec. Eminenti sono i servigirenduti da Hamilton alle arti, col-l’avere consacrato gli ultimi annidella sua esistenza alla scoperta de-gli antichi monumenti. Preziosi fruttidelle sue indagini eseguite in piùscavi a Civita Vecchia, a Velletri,ad Ostia , a Tivoli furono le sta-tue , i busti, i bassi rilievi ondes’arricclxirono il museo Pio demen-tino , e diverse Raccolte della Rus-sia e della Germania. Ad Hamil-ton dobbiamo pure in gran parteil miglioramento del buon gusto.Quando Antonio Canova espose inRoma uno de’ suoi primi lavori,fu egli il primo a dichiarare chequesto grande scultore era in su labuona via, mentre tutti gli altriartisti non sapevano decidersi trala maniera del giovine maestro , equella degli altri artisti. Hamiltonscrisse un libro intitolato ; Scholaitalica picturae, stampato in Romanel 1773. Questo volume ornato di41 incisioni in rame, forma partedella collezione Piranesi; ed in essol’autore prese a dimostrare i pro-gressi dei diversi stili della scuolaitaliana da Leonardo da Vinci finoai successori dei Caracci.