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Tomo secondo.
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„ altezza; ed in questalu consacrata>. la statua in bronzo di Minerva ,» per grandezza e per eccellenza di„ lavoro maravigliosa. Ignoransi la» cagione e le persone che la fecerox eseguire, e gli stessi abitanti non« ne conservano che oscure memo-» rie. Tutti però convengono essere» lavoro di Ilecatodoro e di Sostrato,» e per avventura uno de’più squi-»• siti lavori dell’arte da costoro ese-» guiti. »

HECK (Niccola vander ) allievodi Giovanni Naaghel, fu mediocrepittore di storia e valente paesista.Nella casa dei Comune di Alcmaertrovansi varj suoi quadri, uno deiquali rappresenta il Giudizio deiBailli di Zujt Holland decapitatoper aver rubalo »a vacca di un con-tadino. Heck fu uno de’ più bene-meriti artisti che concorsero allostabilimento di un’accademia di pit-tura in Alcmaer nell’ anno 1631 ;dopo la quale epoca pare che Nic-cola abbia sopravvissuto poco tempo.

I1ECRE ( Giovanni van der )nacque in Àudenard l’anno 1604,ed apprese a dipingere in patria,l’asso poi in Italia , dove continuògli studj dell’arte sua , e condussealcune opere di pittura e d’intaglio.Di ritorno nelle Fiandre pubblicònel 1656 diverse stampe, tra le qualiuna Raccolta di dodici animali di-versi.

IIECKENAWER (Leonardo) fi-glio di un celebre orefice di Augu-sta, apprese 1’ arte dell’ intaglio abulino sotto Bartolommeo Rifiati ,indi passò in Italia e corse altre con-trade, onde acquistare miglior fon-damento di disegno e miglior gusto ;«d ovunque lasciò testimonianze dellasua virtù. In Roma intagliò a bu-lino l’antica statua del Gladiatore diAgaja d’Efeso , quella di VenereVincitrice, e l’altra dell’ imperatorCommodo, sotto le forine d’Èrcoleinfitto. In patria ed altrove fece di-versi ritratti di pittori e d’illustripersonaggi, tra i quali ebbero fama

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quelli dell’elettore di Treveri grandequasi al naturale, del medico CarloPatino, di Gabriella Carla sua fi-glia, di Carlo Maratta ec. Operavadopo il 1650.

I1ECQUET (Roberto), nato inAbbeville circa il 1690 , appresesotto non so quale maestro il disegnoe l’intaglio, che poi professò in pa-tria non senza lode. Soggiornò qual-che tempo a Parigi , dove intagliòle Forze d’Èrcole, ed un Bagno didonne, dietro i quadri originali diGuido Reni e di Niccolò Poussin.Egli è il primo autore del catalogodelle opere di Rubens. Morì iu pa-tria nel 1775. Quest’ ultima dataparrai probabile,poiché il Gandelininella prima edizione delle Notizieistoric/ie degl’ intagliatori lo sup-pone ancora vivente ; ma difficil-mente si crederà esatta l’epoca dellanascita di lui stabilita da Rasan edal continuatore del Gandellini nel1673.

I1EDL1NGER (Giovanni Carlo)nacque a Schwitz nella Svizzera nel1691 da distinta famiglia. Suo pa-dre che aveva studiata la pittura, esi era alcuni anni trattenuto in Ro-ma , era ispettore delle miniere diBolentz; e fu appunto in questa città,che il giovanel to Hedlinger fece i suoistudj. Naturalmente inclinato all’in-taglio delle medaglie prima ancoradi conoscerne le pratiche, trovò in-gegnosi modi di supplirvi, che sor-presero le persone dell’arte. Fu per-ciò dal padre mandato a Sion nel1709 presso Craver, direttore dellazecca della repubblica Valesiana.Questi lo condusse dopo alcun tem-po a Lucerna, dove avendo vedutolavorare d’oreficeria, si abbandonòalcun tempo a tal genere di lavori.Durante la guerra che travagliò laSvizzera nel 1712 Hedlinger si cre-dette obbligato da amor di patriaa prendervi parte in qualità di te-nente dei volontarj di Lucerna. Laguerra ebbe presto fine ; ed allorail suo maestro lo incaricò d’iutagliarc