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Tomo secondo.
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lagnosi nel gusto pastorale d’ Ar-cadia, con piccole figure di Ninfe edi Satiri.

Seguito di quattro paesaggi trattidalla Sacra Scrittura.

Altri sei seguiti di paesaggi indiverso numero , nell’ ultimo deiquali trovasene uno rappresentantela Maddalena innanzi alla sua grottasdrajata , vicina a morire , ascol-tando il concerto di un coro di An-geli.

IIERNANDEZ (Alessio). Que-st’antico pittore viene ricordato conlode da Paolo Cespedes nel suo ra-giouameuto: Comparacion de la an-ligua y moderna pittura , y escul-tura. Ilernandez operò molto perle cattedrali di Siviglia e di Cor-dova. L’ anno 1508 il capitolo diSiviglia lo chiamò per i lavori del-l’alta!' maggiore, che termino nel1525. Altro di lui non sappiamo.

— (Tommaso) nacque iu Va-lenza , ove lasciò diverse opere afresco in pubblico ed iu privato.Nou si conoscono le epoche dellanascita e della morte.

IIERREGOUT (Enrico) nacqueiu Malines circa il 1666, ed otteuneriputazione di buon pittore in tuttele città della Fiandra, per le qualifece molte ragionevoli opere di sto-ria. Ebbe Enrico nobiltà d’ idee ,e diede alle figure espressione e ca-rattere alle teste. Lasciava un fi-gliuolo da lui ammaestrato nell’arte,le di cui opere si confondono conquelle del padre. Bruges possiedele migliori opere dei due pittori. Ilcapo lavoro del padre è il granquadro del Giudizio universale nellachiesa di S. Anna, dove si vedepure una bella Gloria della Verginedel giovane Hervegout.

IlERRERA (Cristoforo) pittore”i Burgos fioriva in patria nel 1524,e lasciò diversi quadri che lo mo-s ra «° , per i tempi in cui visse ,mediocre piUore .

■ (Francesco d’ il Vecchi»)«acque in s; v jg(i a ue | 1576 , e fu

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condiscepolo delPachcco nella scuo-la di Pietro Feruandez de Guada-lupe. Si vuole che Francesco fosseil primo de’ pittori spagnuoli ad ab-bandonare quella timidità di stileche è propria di servile ingegno.Allorché componeva o eseguiva isuoi primi pensieri sembrava invasoda divino furore ; ed il suo natu-ralmente incivile carattere trasfonde-vasi, per così dire, nelle opere. Gliallievi ed i spettatori quanti erano,erano costretti a lasciarlo solo, mail suo trascendente ingegno gli pro-cacciava Don pertanto commissionida ogni banda. Dicesi, che cari-cato di lavori, e talvolta nou aven-do un solo allievo che volesse esporsi,ajutandolo, alla sua brutalità , va-iolasi della servente , la quale get-tava ora l’uno ora F altro colore aguazzo sulla tela , mentre egli conun grosso pennello andava ombreg-giando e formando quelle figure, cheaveva ideato di fare. Ciò è quantonarrano i biografi spagnuoli , ch’iotrascrivo in questo luogo senza ren-dermi mallevadore della verità delracconto. Ammettendolo veritieroconverrà dire che l’IIerrera rinno-vasse i prodigi di Deucalione e diPirra, i di cui sassi gettali dietrole Spalle diventavano uomini bellie fatti. Maravigliosa opera è il suoGiudizio universale fatto per la chie-sa di S. Bernardo : singolare dot-trina anatomica , disegno castigato,grandiosa composizione, elfelti ma-ravigliosi nel non affettato contra-sto delle figure , gruppi ben pira-midali, armonia di tinte e di mezzetinte che dottamente si confondonoe si perdono le une nelle altre ,magia di colorito , espressione su-blime; tutti in somma i prestigidell’arte e la piu profonda cono-scenza delle passioni presiedetteroa questo inimitabile lavoro. Cadutoin disgrazia del fisco, trovò asilopresso i Gesuiti di Siviglia , ondevolle mostrarsi grato col dipingereil famoso quadro di S. Ermeue-